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Di Pietro va all'attacco:

"La dittatura c'è già"

Di Pietro va all'attacco:
Se Enrico Letta invita il Pd a giocare di sponda con il presidente della Camera Fini, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro si spinge decisamente più in là: invita Fini a «passare dalle parole ai fatti» e teorizza scenari apocalittici. «È necessario verificare se esiste ancora una maggioranza in Parlamento», ha tuonato Di Pietro da Palermo dove si è recato in visita ai Cantieri navali per manifestare la propria solidarietà ai lavoratori.
Anche se, contraddicendosi, ha spiegato subito dopo di non credere affatto all’ipotesi di elezioni anticipate: «Quelli che ci sono attualmente al governo e al Parlamento sono troppo attaccati alle poltrone e quindi, piuttosto che rischiare di andare al voto anticipato, daranno la fiducia al governo tappandosi naso, bocca e anche il sedere».
Poi il solito refrain sul regime. «L’Italia non corre il rischio della dittatura, per il semplice fatto che c’è già», ha spiegato, «perchè la coscienza civile si è addormentata e Berlusconi ricorda tanto l’Hitler di Chaplin che giocava con il mappamondo, o il dittatore di turno chiuso nel proprio bunker». Quindi l’invito al governo di non occuparsi più di «festini provati e di escort», perché «nel nostro Paese è alle porte la violenza della disperazione».

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  • gasparotto

    12 Settembre 2009 - 12:12

    Di Pietro deve ringraziare il movimento studentesco di pretta marca comunista che prende il nome dal 1968. Il quale rivoluzionò gli studi e permise a tanti asini con tanto di sonagli di accedere a tutte le facoltà con qualsiasi diploma di scuola superiore in dotazione.Quella sì che fu una dittatura. Se Di Pietro e tanti altri avessere avuto a che che fare con il liceo classico pre68, non credo avrebbero avuto tale fortuna. Difatti per studiare legge e altre facoltà,dovevi avere la licenza liceale, che non era una barzelletta, come lo furono in seguito, quando si sono inventati persino il debito formativo. Altri tempi! E per i montoni di montagna, è ovvio che se cerchi di cambiare qualcosa in serità e disciplina, ecco che ci sono le camicie nere alle porte di Roma, pronte a prendere il potere. Perchè non lo fa lui,come tribuno del popolo mi sembra il tipo adatto. Un po' Masaniello , un po' Cola Di Rienzo ed un po' Franceschiello, e molto Robespierre. (anche se uno già ci sta)-

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  • allengiuliano

    12 Settembre 2009 - 11:11

    Non è che in fatto di dittatura, quando Chavez è venuto alla mostra del cinema di Venezia a portare la sua "cultura" ha incontrato il nostro "trebbiatore" e gli ha spiegato come fare? Penso che l'unico partito in Italia "amministrato" da un dittatore/amministratore unico dei "piccioli" del sovvenzionamento ai partiti sia il suo misero molto intrallazzato I.D.V.(sembra siano in tre a spartirsi la torta).Quando divide fa come Totò! uno a me, uno a te, due a me, due a te. Penso sappiate la fine!

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  • coccodrillo

    12 Settembre 2009 - 10:10

    ci fosse la dittatura, come dice lui, almeno lo toglierebbero dalla scena politica questo essere che si è arricchito e continua ad aumentare il proprio patrimonio sulle nostre spalle. a proposito di palermo ad ascoltare lui e quell'altro grande uomo orlando c'erano non più di 100 persone

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  • emulman

    12 Settembre 2009 - 10:10

    Proprio di Pietro dice che i politici sono attaccati alle poltrone...e lui che nel 97 fu eletto senatore comunista al Mugello dove avrebbero eletto anche Adolf Hitler se glielo avessero detto? Parla proprio lui che alle elezioni 2008 si è messo col PD per paura di essere trombato e poi se ne è andato distruggendo il PD stesso e tutte le altre opposizioni come se volesse rimanere solo lui? non è forse un ducetto ridicolo?

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