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Perugia, omicidio Meredith

Respinte eccezioni della difesa

Perugia, omicidio Meredith

È ripreso lunedì mattina davanti alla Corte d'assise di Perugia il processo per l'omicidio di Meredith Kercher a carico di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox. La giovane americana si è presentata in aula con una felpa rossa, con sulle spalle la scritta Beatles ed i volti stilizzati dei componenti del complesso del quale è appassionata. Presente anche Sollecito. Nell'aula degli Affreschi, tra gli altri, il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, e Dj, l'ex fidanzato americano della Knox.

Respinte le eccezioni della difesa - La Corte d'Assise ha respinto le eccezioni presentate dalla difesa di Raffaele Sollecito. I legali dello studente di Giovinazzo, Giulia Bongiorno e Luca Maori, avevano chiesto la nullità della richiesta di rinvio a giudizio e del decreto con il quale è stato disposto il giudizio ma anche l'inutilizzabilità di alcuni atti, fra cui una relazione della Polizia Scientifica relativa agli accertamenti sul dna. Alla richiesta si erano associati anche i legali di Amanda Knox.

Consulente di Sollecito contesta dati su Dna – La mancanza di alcuni dati relativi ai volumi iniziali dei campioni utilizzati dalla polizia scientifica per l'analisi delle tracce di Dna ed alle procedure seguite e' stata sostenuta dal medico-legale Adriano Tagliabracci, consulente della difesa di Raffaele Sollecito, nel corso della sua deposizione, nel pomeriggio di lunedì, davanti alla Corte d’Assise di Perugia. Lo ha fatto riferendosi anche alle circa 300 pagine sullo «stato di avanzamento dei lavori» e ai «report relativi alla quantificazione del Dna» depositate nelle settimane scorse dalla biologa della polizia scientifica Patrizia Stefanoni come disposto dai giudici. «Non conosciamo le quantità estratte» ha detto Tagliabracci riferendosi all'esame delle tracce genetiche. «Dati che non ci sono - ha aggiunto - anche se fanno parte della prassi di laboratorio».
L’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito insieme a Luca Maori, ha quindi nuovamente chiesto il deposito di quelli che a suo avviso sono i dati mancanti. «Non c’è altro», è stata la replica del pm Manuela Comodi.


 

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Commenti all'articolo

  • Shift

    15 Settembre 2009 - 09:09

    Il caso, tra l'altro, è talmente pasticciato che ritengo veramente impossibile attribuire la colpa a qualcuno in maniera chiara e obiettiva, a meno di confessioni o testimonianze certe e veritiere con tanto di riscontri obiettivi e solidi. Un processo che non doveva nemmeno iniziare senza un colpevole certo. Cosa faranno i giudici, si affideranno ad un indovino per stabilre chi è il colpevole tra i tre? Ma siamo seri!

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  • Shift

    14 Settembre 2009 - 19:07

    Non so come siano andate le cose nel delitto di quella ragazza inglese a Perugia, nonostante che si accusino ben tre persone del fatto. Tuttavia rimango ogni volta basito dell'incapacità del nostro sistema giudiziario. Gli avvocati della Difesa hanno pienamente ragione a non voler dare per scontata una valutazione scientifica portata dall'accusa. La valutazione deve essere fatta da una parte neutra o almeno da entrambe le parti in causa, cioè accusa e difesa, altrimenti il procedimento si avvia su falsi binari e nessuno potrà dire un domani che ci sia stata sentenza regolare. I sospetti cresceranno inversamente proporzionali al rifiuto degli elemetari diritti di difesa. Non c'è niente da fare, la giustizia italiana deve essere completamente cambiata sia nei suoi procedimenti, che nei suoi magistrati, che in tutto quanto sia possibile per renderla veramente adeguata al senso e alla richiesta di giustizia di tutti gli italiani e non dei giudici.

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