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Trans seviziato e ucciso

arrestati due ragazzi

Trans seviziato e ucciso
Milano - Sequestrato, selvaggiamente picchiato,derubato, violentato e lasciato morire su una piazzola della tangenziale di Milano. E’ questa l’orribile fine di un transessuale brasiliano di 30 anni, Gustavo Brandau Ranger, soprannominato “Samantha”, ucciso la sera del 29 luglio. Gli autori di questo massacro sono due giovani un marocchino minorenne e Davide Grassi, 20 anni originario di Catania e residente a Rozzano in provincia di Milano. Ranger, che lavorava a Novara, è stato abbordato dai due giovani omicidi che pretendevano da lui prestazioni sessuali gratuite. Quando il brasiliano si è rifiutato, i due aguzzini lo hanno colpito e trascinato in auto, ferendolo gravemente alle braccia e facendogli perdere molto sangue. Condotto su una piazzola di sosta, in fin di vita, Ranger ha subito violenza sessuale da entrambi. Gli assassini lo hanno anche derubato dei 60 euro che aveva nella borsetta e lo hanno costretto a confessare dove nascondesse la restante parte dei guadagni della serata . Le ultime parole della vittima, poco prima di morire, sono state: "I soldi sono dietro un albero in via Novara". Poi Grassi e il complice marocchino lo hanno abbandonato li, cadavere, nella piazzola di sosta. "E' uno dei delitti più efferati che mi sia mai capitato in 20 anni di professione - ha affermato Francesco Messina, capo della Squadra mobile di Milano - il loro racconto e' peggio di arancia meccanica".
Un trans che ha assistito al sequestro ha denunciato il primo agosto l'episodio al commissariato Bonola. Grazie alle telecamere comunali presenti in via Novara gli inquirenti hanno individuato l'auto utilizzata per il sequestro. Il veicolo, ritrovato in via Bagarotti, era pieno di impronte digitali del giovane marocchino, che si trovava nella comunità di Don Gino Rigoldi. Grazie a lui la polizia è risalita anche all’identità del complice italiano. I due sono stati fermati ieri sera e dopo un interrogatorio durato diverse ore hanno confessato. Forse, durante la furia omicida, gli assassini erano sotto effetto di stupefacenti. Su di loro pendono le pesantissime accuse di  sequestro di persona, estorsione, violenza sessuale e omicidio volontario.

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