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Pordenone, sgozzata dal padre

La madre: ha sbagliato Sanaa

Pordenone, sgozzata dal padre

Sanaa El Ketawi, la ragazza marocchina di 18 anni uccisa martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone), è morta per l'emorragia causata dalle coltellate alla gola, secondo quanto stabilito dall'autopsia. Intanto la madre prende le difese del marito, in una vicenda che assume sempre più i contorni simili all'omicidio di Hina, la ragazza pachistana uccisa dai familiari perché 'troppo occidentale'. Anche in quel caso la madre capi' il gesto del marito.
"Perdono mio marito: ha commesso un gesto orrendo, ma è mio marito, il padre di altre mie due figlie. Forse ha sbagliato Sanaa": lo ha detto la mamma di Sanaa.
 A riferire le parole della donna è l'imam di Pordenone, Mohamed Ovatiq, che ha accompagnato la donna per il riconoscimento ufficiale della salma della figlia, nell'obitorio dell'ospedale della città friulana.
"La madre - ha riferito l'imam - condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito ma lo perdona perché l'uomo si è sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere". "La madre è sconvolta - ha detto Ovatiq - si sente delusa e tradita dal gesto del marito, che è giunto inaspettato".

Il ruolo del supertestimone – Nell’efferato omicidio c’è anche un supertestimone. Si tratta di un cittadino che ieri sera si trovava nella frazione Grizzo di Montereale Valcellina, proprio nel momento in cui è stato compiuto il delitto.
 Richiamato dalle urla della ragazza e del fidanzato – Massimo De Biasio, di 31 anni, ferito insieme alla giovane – il testimone ha visto un'automobile allontanarsi ed è riuscito anche a leggere i numeri e le lettere della targa. È stato lui - secondo quanto trapelato nel pomeriggio di mercoledì a
Pordenone - a chiamare i Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone) che, nel giro di pochi minuti, sono giunti sul posto.
 Non si è riusciti a sapere se, oltre ai numeri di targa e al modello dell'automobile che si allontanava, il testimone è riuscito a vedere anche l'assassino.  Gli elementi forniti dal testimone e le dichiarazioni rese immediatamente dal fidanzato di Sanaa hanno comunque consentito ai
Carabinieri di risalire al padre della ragazza, raggiunto e fermato nella sua abitazione a Piezzo di Azzano Decimo (Pordenone) poco dopo l'omicidio.

«Gli immigrati devono accettare la nostra cultura» – «L'immigrato che arriva in Italia deve accettare e assimilare la nostra cultura, le nostre tradizioni e soprattutto le nostre leggi. Chi non accetta queste
condizioni deve essere allontanato dall'Italia», è stato il commento del vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Luca Siriani. «Ci deve essere la condanna più ferma e più dura possibile -
prosegue l'esponente del Pdl - per l'autore di questo brutale assassinio. Sanaa è stata derubata non solo della vita ma anche del sogno di costruirsi un futuro in Italia, di abbracciare la nostra cultura, di sfuggire a logiche barbare e medioevali che ancora pervadono alcune interpretazioni della religione islamica».

Carfagna: «Sarò parte civile» - Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna si costituirà parte civile nel processo per l' omicidio di Sanaa Dafani, la giovane marocchina uccisa ieri sera perchè avrebbe voluto convivere con un italiano. Lo ha annunciato lo stesso ministro. Anche la Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato che si costituirà parte civile.

«No a strumentalizzazioni» – La Diocesi e l’Imam di Pordenone hanno lanciato lo stesso appello dopo l'omicidio: i giovani immigrati cercano l'integrazione, evitiamo guerre di religione e valorizziamo tutti i momenti di incontro.
Il delitto di Sanaa - dicono l'Iman di Pordenone, Mohamed Ovatiq, e il direttore del settimanale diocesano ''Il Popolo'', don Bruno Cescon – non sia strumentalizzato, non sia terreno di scontro, ma una lezione per tutti. Né l'Islam, né alcuna religione possono giustificare l'omicidio - affermano - non possono esserci motivi religiosi dietro gesti come questo, ma solo violenza.
Secondo l'Iman Ovatiq, per la morte di Sanaa «non si può colpevolizzare l'Islam. Questa - aggiunge con tono fermo – è una tragedia dettata dall'ignoranza. L'omicidio è ingiustificabile, inaccettabile».

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    19 Settembre 2009 - 05:05

    L'ho ben sentito,quel che ha detto,rispondendo a precise domande del cronista,quella "povera" donna,moglie dell'islamico assassino. Il "forse" non c'è stato.Povera,sì,perchè se non dice che il marito (masculo) non ha sbagliato,un masculo affiliato alla famiglia lo si trova sempre,che gliela fa pagare. Povera,perchè senza qualche masculo (marito,fratello,padre,figlio,tutti sempre masculi...) muore di stenti. Purtroppo,chi la pensa ed agisce come nel più profondo Medioevo NON PUO' INTEGRARSI con chi vive,pensa ed agisce come tutti quelli che vivono,pensano ed agiscono nel ventunesimo secolo.Lo dico,lo urlo a tutti quelli che blaterano di "integrazione" ogni due per tre o tre per due,incluso quel politico che ho votato da illo tempore.

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  • carlos01

    18 Settembre 2009 - 11:11

    penso che le donne italiane debbano uscire allo scoperto, non dovrebbero più commentare questi gesti ma agire, non scaricare a loro questo problema ma perchè penso che le donne islamiche forse le ascolteranno di più, non è pensabile che una mogli perdona il perchè ha ucciso la figlia e condanna la figlia dicendo che ha sbagliato, se io fossi la moglie prima gli sparo poi mi costituisco non esiste perdono per il padre che uccide la figlia in nessuna religione al mondo, questi padri non sono religiosi ma li considero delle bestie da eliminare o da rinchiudere in celle murate, la cosa più stupida è che le donne accettano in silenzio BASTA DONNE , pensate a quelle ragazze sgozzate ribellatevi tutte da qualsiasi religione integralista.

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  • bimbomix

    18 Settembre 2009 - 09:09

    Quante sono le ragazze figlie di immigrati islamici che forse pagheranno con la vita il loro tentativo di integrazione?Quello che mi ha più colpita , come altri hanno sottolineati nei post precedenti, è stata la reazione della madre di Sanaa.Una povera donna,ormai sola, costretta credo a prendere le difese del marito, forse per non perdere almeno l'appoggio, per lei e per le due figlie piccole ,da parte della comunità islamica.Allora mi chiedo che senso abbia questa ipocrisia: i giovani costretti al confronto con la nostra cultura per poter frequentare le scuole, vivere la loro età con i coetanei , che poi a casa sono obbligati a vestire panni diversi,a rientrare in un mondo lontano da quello che sperimentano fuori.Siamo sicuri di poter accettare il prezzo di vite umane ,destinato ad aumentare visto il gran numero di giovani figli di islamici, in nome dell'integrazione a tutti i costi?

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  • Bibi76

    17 Settembre 2009 - 16:04

    Volete vederecomediventeremo se non agiamo in fretta, eccovi un link che spiega cosa significa la sharia: http://www.stopshariahnow.org/ Sarebbe una sciagura specialmente per le donne!! é ora di dire basta, se accadono fatti del genere e la moglie si schiera dalla parte del marito, io dico: Rimandateli a casa, questi non hanno intenzione d' integrarsi!! se circoncidono le figlie,lo ribadisco , mandateli a casa!!Siamo in Italia,devono loro adeguarsi alla nostra cultura non viceversa!!

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