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Pranzo di pace Berlusconi-Fini

D'Alema: tra loro forte dissenso

Pranzo di pace Berlusconi-Fini

Se è stata fatta pace ancora non si può dire. Ma il pollice all'insù di Berlusconi, parso visibilmente soddisfatto all'uscita dalla casa di Letta dopo il faccia a faccia con Fini, parebbe proprio di sì. Il prando tra i due è durato due ore e mezza circa e si è svolto a casa del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. All'incontro, voluto e organizzato dai “pontieri” di Fi e An per stemperare il clima di tensione delle ultime settimane tra i due fondatori del PdL, ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti.  Alle 16.25 circa è uscito Fini, che non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai cronisti.

Lunedì mattina, parlando dell'appuntamento, il leader della Lega Nord Umberto Bossi aveva rivestito gli insoliti abiti del pacificatore fra i due. «Faranno la pace, c'è sempre stata», ha detto Bossi del pranzo, parlando con i giornalisti a margine dei funerali dei militari italiani uccisi in Afghanistan. Bossi ha poi parlato del suo personale rapporto con il presidente della Camera ed ex leader di An, definendolo «un rapporto buono anche perché di positivo Fini ha il fatto che mantiene la parola».

D'Alema: "Tra i due dissenso profondo" - «Ho l'impressione che si è aperto un dissenso abbastanza profondo che riguarda la politica». Così Massimo D'Alema descrive, in un'intervista alle “Iene show”, lo stato dei rapporti tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini. D'Alema ha affermato la sua stima per il presidente della Camera, pur ammettendo che ci sono «molte» differenze. «Ma – sostiene – pur partendo da punti di vista diversi, noi vorremmo elaborare delle idee condivise per il bene del paese».

"Berlusconi la prossima volta perderà" - «Costruendo una coalizione e una proposta di governo» nel centrosinistra «la prossima volta Berlusconi perderà le elezioni», ha aggiunto D'Alema nell’intervista che andrà in onda domani sera su Italia Uno. A proposito delle alleanze, poi, sull'Idv ha sottolineato: «Siamo alleati con Di Pietro». Mentre su una possibile intesa con l'Udc, in linea generale sostiene che ci sarà un'alleanza «con le forze che sono all'opposizione del governo». Ma se l'Udc vuole fare il grande centro? D'Alema è sicuro: «Il grande centro in Italia non ci sarà». Alleanza con Rifondazione? «Non sembra interessata al governo» risponde. Mentre con “Sinistra e Libertà” di Niki Vendola, «sì» l'alleanza e' possibile.


Bocchino: "Sintesi possibile" - C'è una «sintesi possibile» tra le «visioni diverse» che negli ultimi tempi erano emerse tra Fini e Berlusconi sul Popolo della libertà. Lo dice il presidente vicario dei deputati PdL Italo Bocchino che, parlando con i cronisti a Montecitorio a proposito del colloquio di oggi a casa Letta tra Berlusconi e Fini, sottolinea che «sono emerse le condizioni per avviare quel percorso che avevamo auspicato».
Fra i punti salienti emersi dall'incontro, l'esigenza di una «strutturazione» del partito e del suo «funzionamento democratico». Bocchino, autore della lettera firmata dai deputati ex An al premier, ha visto il presidente della Camera dopo il vertice.

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Commenti all'articolo

  • gabrilella

    22 Settembre 2009 - 15:03

    invece di criticare la casa degli altri sarebbe meglio che pensasse alla sua. Un PD e 3 Leader più due di scorta. D'alema farebbe meglio a pensare a come portare avanti un partito che partirà già azzopato, e non dmentichiamo il grande alleato di pietro che prima di elezioni o altro si allea e dopo sferra un bel calcio e li manda a quel paese, ma la cosa più divertente è che loro sono felici.

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  • ludwigterzo

    22 Settembre 2009 - 12:12

    come al solito baffino non usa il congiuntivo nemmeno se gli toccano la barca :"ho l'impressione che si è aperta",sempre analfabeta e viscido.Come la mantiene quella barca da miliardario?

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  • ercole.bravi

    22 Settembre 2009 - 12:12

    il prod(I)e baffino, abituato ad andare a cena invitato, vedi Bari e dintorni, anche se lui non ricorda bene, non vedendosi invitato ad una cena con il papi nazionale ed il suo successore al pd, è rimasto basito! E quindi cosa escogita? si tuffa nella memoria scolastica e tirando dal cilindro magico una fiaba di antica memoria, afferma che, parafrasando, quell'uva non la voleva!!! Fa tenerezza una persona che si dibatte sul potere che aveva un tempo, annaspare nella assoluta indifferenza politica. All'interno del pd conta ancora tanto, forse è il maggior peso specifico del partito, ma è il partito che è una vera minicasa politica. Povero BAFFINO, è finito come quel re che per fare un dispetto alla moglie si tagliò......... saluti alla famiglia

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  • ziogianni

    22 Settembre 2009 - 09:09

    ***Ormai Er Gianfrà, è solo una larva che tutti sfruttano. Solo lui non lo ha capito. Quando, se accadrà, sarà il momento, dopo 15 anni di metamorfosi vivrà un solo giorno. Come le cicale. La fisica/matematica non sono parole, è la logica della Vita, dell'Esistenza a dispetto dei...ritardatari.*

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