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Delitto Garlasco, nuovi esami

aggravano posizione di Stasi

Delitto Garlasco, nuovi esami
La posizione di Alberto Stasi potrebbe aggravarsi dopo le nuove perizie. Dai nuovi esami sulle macchie di sangue trovate nella villetta di Garlasco dove il 13 agosto 2007 fu assassinata Chiara Poggi risulterebbe infatti che le macchie trovate in salotto, e in particolare vicino alla porta delle scale che portano alla taverna, sarebbero in realtà in quantità più abbondante rispetto a quella descritta finora, dunque Alberto non avrebbe potuto non sporcarsi le scarpe percorrendo il percorso che ha detto di aver fatto. Resta poi un "buco" di 26 minuti nell'alibi di Stasi, tempo in cui il giovane avrebbe potuto compiere l'omicidio.

Se dunque è vero che l’ex bocconiano ha camminato sulla scena del delitto prima di scoprire il cadavere di Chiara lungo le scale della taverna di casa della ragazza, sulle suole delle sue scarpe sarebbe dovuto rimanere del sangue, o per lo meno tracce di dna della vittima, che invece non c’erano. Intanto anche un film girato dalla parte civile a villa Poggi dimostrerebbe che Alberto Stasi avrebbe avrebbe avuto tutto il tempo di compiere materialmente l’omicidio e fuggire in bicicletta nei 26 minuti di "buco" (tra le 9.10 e le 9.36) la mattina del delitto.

La novità sulle chiazze di sangue è emersa durante le elaborazioni effettuate dal professor Nello Balossino, docente associato di elaborazione di immagini presso il dipartimento d’informatica della facoltà di Scienze dell’università di Torino, sulle fotografie di tutte le tracce ematiche rilevate nel salotto della villetta di via Pascoli, in cui la mattina del 13 agosto di due anni fa è stata uccisa Chiara Poggi, 26 anni. Dalle analisi risulterebbe che le macchie trovate in salotto, e in particolare vicino alla porta delle scale che portano alla taverna, sarebbero in realtà in quantità più abbondante rispetto a quella descritta finora, perché le tracce ematiche avrebbero una componente significativa di siero, di consistenza cromatica non visivamente rilevabile, che non risaltava dalle fotografie prese in considerazione dall’ingegner Piero Boccardo, consulente dell’accusa.


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Commenti all'articolo

  • Shift

    23 Settembre 2009 - 18:06

    Trovo veramente vergognoso questo sistema delle tre carte usato dalla giustizia italiana. Le prove o ci sono o non ci sono, se non c'erano il processo non doveva nemmeno essere iniziato, se c'erano dovevano essere deposte ad inizio processo e non modificate continuamente, come nel suddetto gioco delle tre carte per avere sempre il colpevole indicato fin dall'inizio. Questo vuol dire tagliare e cucire addosso all'ipotetico colpevole un abito su misura a seconda delle mutevoli circostanze. Questa non è giustizia, è una buffonata! Macchie di sangue che si allargano e si restringono nemmeno fossero una marea, computer che camminano che vengono manomessi dagli stessi inquirenti e si riaggiustano miracolosamente, tempi dell'omicidio che si allungano e si restringono allo stesso modo dei tempi necessari per il delitto, biciclette insanguinate e poi improvvisamente linde, ma che stanno giocando a dadi? Mi chiedo cosa aspetti la maggioranza a modificare completamente in toto tutto il sitema giudiziario e perfino tutti i giudici in Italia. Il povero italiano, che ha la disgrazia di capitare per caso su una scena del delitto o essere solo di passaggio o avere un rapporto qualsiasi con la vittima, rischia la galera solo per questo fatto. Di gialli all'italiana basati sul niente ormai se ne vedono troppi. Senza prove, senza movente, senza arma del delitto, senza un occasione reale, perfino contro testimonianze a favore. Sbaraccate tutto questo baraccone inutile, mangia soldi e arresta innocenti o persone di cui non si sa come dimostrare la colpa, fa semplicemente schifo! Fenaroli, Massimo Carlotto, Enzo Tortora, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, la Franzoni e adesso Stasi gli altri di Perugia e per fortuna che non non sono riusciti a incolpare Pierino Vanacore per i troppi alibi a suo favore, perchè altrimenti già starebbe in galera per la Cesaroni. Il grande Totò direbbe: "Ma fateci il piacere!"

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  • giuseppenavach

    23 Settembre 2009 - 10:10

    Ma quante storie, ma per favore! Questo è un bravo raghezzo. Ma Chiara si sarà autopugnalata! Ah dimenticavo, se Stasi dovesse defungere (sorella Morte puo' arrivare per tutti e senza preavviso), mi raccomando, fategli Funerali di Stato! E poi Santo subito !!!

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