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I comunisti ci costano

anche quando non ci sono

I comunisti ci costano

Alla fine ci costano sempre. Quand’erano in Parlamento si mettevano di traverso su tutto: la riforma delle pensioni, quella della scuola, il rifinanziamento delle missioni militari all’estero,  i temi legati alla bioetica.
Ora che sono (per fortuna) a casa continuano a riscuotere soldi pubblici. Si chiamano rimborsi elettorali. In pratica, sono i vecchi finanziamenti pubblici ai partiti. A fare i conti di quanto incassano quest’anno i partiti che non siedono più in Parlamento è stato Fabrizio dell’Orefice su “Il Tempo” in edicola oggi.
In totale, si tratta di quasi 19 milioni di euro, destinati, come rimborso delle vecchie tornate elettorali, alle formazioni che alle ultime elezioni politiche non ce l’hanno fatta a superare la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento. La stragrande maggioranza dei quattrini vanno tutti all’estrema sinistra, ma non mancano anche Radicali e Udeur.

A fare la parte del leone è Rifondazione Comunista che incassa circa 8,2 milioni, ripartiti così: poco più di 2 milioni delle Regionali 2005, più di sei per le Politiche dell’anno successivo e altri spiccioli per alcune elezioni locali come le Regionali in Abruzzo, Molise e Sardegna.

Il Pdci (Comunisti italiani) incassa in totale 2 milioni di euro: poco meno di uno per le Regionali di quattro anni fa e poco più di un milione per le elezioni alla Camera del 2006.

La stessa cifra la incassano i Verdi, oggi guidati da Grazia Francescano, accusata qualche giorno fa di “inciuciare” con il movimento vendoliano “Sinistra e Libertà”.

La sinistra Arcobaleno (e chi se la ricorda più?) guadagna quasi 1,7 milioni. Si tratta di un cartello composto da Rifondazione, Pdci e Verdi che si presentò alle Politiche del 2008 per le quali riceve quest’anno come rimborso 1,386 milioni per la Camera e 228 mila per il Senato. Altri 80 mila euro, invece, sono i rimborsi per le Regionali in Italia centrale e Friuli Venezia Giulia.

C’è anche l’Udeur di Clemente Mastella. Quasi 2 (per la precisione 1,857) i milioni incassati dal partito di Mastella. 908 mila euro per le Regionali, 624 mila euro per il voto alla Camera del 2006 e 324 mila per il Senato.

Poco più di un milione di euro vanno invece ai Radicali che tre anni e mezzo fa si presentarono insieme ai Socialisti nella Rosa nel pugno e alla Destra di Francesco Storace.

C’è perfino lei, Patrizia D’Addario. Sia pure indirettamente, s’intende. Alla “Puglia prima di tutto”, la lista varata da Raffaele Fitto, vanno 282 mila euro. Nella stessa lista alle Comunali di Bari del giugno scorso c’era anche la bionda escort al centro di scandali e indiscrezioni per le sue frequentazioni a Palazzo Grazioli.

 

 

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Commenti all'articolo

  • olga.antonelli

    25 Settembre 2009 - 17:05

    Ci costano sempre e continuano a costarci con leggi inique e truffaldine (legge Mosca, chi se la dimentica?) Ma quando si provvederà a modificare questa nostra costituzione che stata fatta a misura ed a vantaggio di costoro? Perchè il loro pugno chiuso e le loro malefatte passano indenni dalle grinfie della magistratura? Ci sentiamo veramente impotenti e fragili di fronte alla prepotenza di potenti corporazioni inamovibili e loro si, sovrane.

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