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Clandestini, Maroni ai giudici:

legge c'è, reato non applicarla

Clandestini, Maroni ai giudici:

La questione immigrati continua ad essere al centro della scena politica. E sulla questione clandestini e respingimenti torna oggi a parlare il ministro dell’Interno Roberto Maroni. “La politica dei respingimenti continuerà”, ha assicurato il capo del Viminale, “perché funziona. Gli sbarchi sono diminuiti del 90%, in estate sono passati da 15mila a meno di 1.500”. E a proposito delle accuse e delle critiche che gli sono state rivolte dall’opposizione, replica duro: “La sinistra prima ci accusava di non avere impedito gli sbarchi e adesso ci accusa di sbagliare politica con i rispingimenti. O sono schizofrenici oppure vogliono fare una politica  delle porte aperte”, ha concluso Maroni che ha poi ribadito che “il  governo e la maggioranza nel campo della sicurezza hanno mantenuto tutti gli impegni” e ha garantito che continuerà “in questa direzione, non perché lo vuole il ministro dell’Interno, ma perché lo vuole tutta la maggioranza. Le leggi vengono fatte dal Parlamento e la magistratura deve applicarle - continua il numero uno del Viminale - ovvio che qualunque cosa si faccia c’è sempre qualcuno che è contrario. È, però, strano quando a dire queste cose sono i magistrati".

Per quanto riguarda poi il “reato di immigrazione clandestina”, prosegue il ministro, "è molto chiaro: anche un bambino di sei anni lo capirebbe. Non posso accettare che un magistrato interpreti la legge in questo o quel modo. Qualunque cosa facciamo - ha sottolineato - c'è sempre qualcuno che critica. Che a ipotizzare che qualcosa non vada bene siano i magistrati, mi stupisce".

Quanto ai risultati della lotta alla criminalità, parlando alla Festa del Pdl a Milano Maroni sottolinea come "i mafiosi sono incazzati con noi e ci minacciano. Non c'é infatti una stagione migliore per i risultati come quella del governo Berlusconi. Non c'é un periodo più felice nella lotta alle cosche mafiose". "Ogni giorno - ha proseguito - arrestiamo tra gli otto e i dieci mafiosi e nel periodo del governo Berlusconi alle cosche mafiose sono stati sequestrati beni per 4,3 miliardi. Prima i miliardi sequestrati in un anno erano 1,5".

 

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Commenti all'articolo

  • sonncl73

    26 Settembre 2009 - 12:12

    Le leggi non sono copioni ed i giudici non sono attori!! ...si può far licenziare un giudice?

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  • gabrilella

    26 Settembre 2009 - 11:11

    una persona non rispetta la legge è accusata di reato e deve essere punita. Se un magistrato non rispetta la legge perchè non può essere punito visto che la legge è uguale per tutti?

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  • lallo1045

    26 Settembre 2009 - 10:10

    I magistrati DEVONO applicare le leggi varate dal Parlamento sovrano. NON HANNO RESPONSABILITA' per le sentenze emesse anche se sbagliate. Chi non ha responsabilità svolge un lavoro di qualità inferiore ad una/o dattilografo. Il suo stipendio, quindi, sia proporzionato a tale mansione.

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  • mariser

    26 Settembre 2009 - 10:10

    E' inaudito che chi amministra la Giustizia non applichi la legge.Visto che ormai i nostri panni sporchi non li laviamo più a casa nostra, perché non far sapere ciò anche ai giornali stranieri? Di Pietro, ci pensa lei a comunicarlo all'UE? Presidente Napolitano, che ne pensa? ... e il CSM...? Ministro Alfano, please, RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SUBITO!!!

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