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Telecom, Vodafone e Wind

'pagate la condotta scorretta'

Telecom, Vodafone e Wind
 Non passa inosservata la condanna dei tre principali gestori telefonici italiani: Telecom Italia, Vodafone e Wind, multati per 345 mila euro a causa della loro condotta commerciale scorretta. La pioggia di sanzioni è connessa alla mancata restituzione del credito a quegli  utenti che, con sacrosanto diritto, avevano deciso di recedere il loro contratto e passare a un altro operatore. Nello specifico: Telecom Italia dovrà sborsare 135 mila euro, Vodafone 115 mila e Wind 95 mila. A garantire l’effettiva, quanto obbligata, restituzione del credito residuo è la legge Bersani 40/2007 che aveva affidato il compito di controllare i risarcimenti all’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Adesso però, l’indagine effettuata dall’Antitrust ha messo in evidenza che le procedure per il rimborso del credito lasciano parecchio a desiderare. Per scoprire le magagne della condotta commerciale degli operatori, i segugi dell’Autorità per la concorrenza e il mercato hanno navigato per diversi giorni sui siti dei gestori. Un’indagine compiuta con ‘il metodo dell’acqua calda’ ma che ha riacceso la questione sulla condotta ‘scorretta’ di alcuni operatori italiani.  Fortunatamente, sembra che adesso qualcosa si stia muovendo nella direzione giusta. Infatti, per restare in tema di comportamenti corretti, questa mattina un giudice di pace ha stabilito che le spese di spedizione della bollette telefoniche non possono essere a carico dell'utente, se la compagnia che le emette non ha adempiuto all'obbligo di fornire la prova che la clausola sia stata oggetto di specifica trattativa con il consumatore. Il giudice di Acireale ha infine condannando la Telecom al risarcimento e al pagamento delle spese legali nei confronti di una cliente. A commentare la sentenza, resa nota dal Codacons, è  l'avvocato Floriana Pisani,  sostenendo che “La portata dirompente della pronuncia si concretizza nella dichiarazione di vessatorietà della norma contrattuale che prevede di addebitare il costo di spedizione delle bollette telefoniche all'utente dichiarata nulla dal Giudice”. “Tutte le spese – aggiunge l'avvocato citando la sentenza – sia quelle relative all'emissione della fattura che quelle riguardanti la sua spedizione, non possono addebitarsi a chicchessia ma rimangono definitivamente a carico di coloro che emettono la fattura”. Inoltre, secondo il Codacons “la questione è di rilevanza tutt'altro che marginale se si pensa che la sola Telecom, che vanta venti milioni di clienti attivi e addebita un costo spedizione della bolletta pari a 0,53 euro, riscuote indebitamente oltre 63 milioni di euro l'anno”.

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