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Borsellino avvertito dai Ros

Si rifiutò di lasciare la Procura

Borsellino avvertito dai Ros

Manlio Di Salvo, storico cronista del quotidiano “Il Secolo XIX”, che seguì la vicenda dell’omicidio del giudice Paolo Borsellino, svela nuovi particolari legati alla strage del 1992. Secondo il giornalista, il 16 luglio Paolo Borsellino venne avvertito dai Ros che la sua vita era in pericolo dato che la mafia aveva organizzato un piano per ucciderlo. Nonostante l’avvertimento degli uomini del Ros, Borsellino si rifiutò di lasciare la Procura. Tre giorni dopo, nonostante le concrete minacce, il giudice perse la vita nell’attentato avvenuto sotto casa della madre. Secondo Di Salvo, i Ros avvertirono anche Di Pietro, minacciato anche lui dalla mafia, che venne fatto espatriare sotto falso nome per un certo periodo in Costarica. Dunque il 16 luglio di 17 anni fa il giudice Paolo Borsellino, così come Antonio Di Pietro, sarebbe stato avvertito dai carabinieri del Ros del rischio di essere una delle due vittime predestinate dalla mafia. Ma Borsellino avrebbe detto di non volersi muovere. Tra gli atti custoditi negli uffici dei carabinieri del Ros di Palermo, ci sono ancora tutte le copie di quei documenti relativi alle segnalazioni fatte al giudice Borsellino. L’informativa del Ros sfruttava i canali delle indagini sul narcotraffico: gli infiltrati nella banda erano venuti a sapere che alcune famiglie emergenti di Cosa Nostra volevano uccidere i giudici Borsellino a Palermo e Di Pietro a Milano.

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  • fonty

    fonty

    13 Ottobre 2009 - 15:03

    Che differenza di coraggio tra questi due servitori dello stato in guerra.Uno rimasto in trincea a combattere,l'altro,pusillanime, scappato a nascondersi nelle retrovie ed ora capace solo di urlare.

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  • z.signorini

    12 Ottobre 2009 - 19:07

    Se fosse vero, sarebbe un vigliacco, e sarebbero vigliacchi chi si permette di votarlo. Un soldato o un pubblico ufficiale della sicurezza che fa quello che avrebbe fatto lui sarebbe considerato un traditore. E lui????

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