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È morta Maria Angiolillo

regina dei salotti romani

È morta Maria Angiolillo

È morta Maria Angiolillo, la ‘regina’ dei salotti romani. Vedova del fondatore de ‘Il Tempo’, Renato Angiolillo, aveva più di ottanta anni. La sua casa romana a Trinità Dei Monti è stata a lungo il punto di ritrovo dei grandi nomi della politica e della finanza italiana. Il salotto della Angiolillo è stato ribattezzato “Terza Camera del Parlamento”: un vero e proprio ‘Quarto Potere’ dove politici, personalità della finanza ed imprenditori si scambiavano idee e analizzano la situazione italiana. Ai suoi incontri hanno partecipato personaggi di spicco della Prima e della Seconda Repubblica: Sono naturalmente attratta dalle persone più sensibili e dotate - disse di sé - Vado per simpatia, non corro dietro al potere. La selezione avviene dentro alla mia testa e non in base ai soldi e al potere. E poi che male c'è se ho amici influenti?”.

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  • ghorio

    15 Ottobre 2009 - 09:09

    Sono d'accordo con il commento di "Gasparotto" sulla scomparsa di Maria Angiolillo.Io non sono romano come "Gasparotto", ma nella mia amata Calabria il mio primo giornale, quando mi sono avvicinato alla carta stampata, è stato proprio "Il Tempo", un grandissimo quotidiano con tante firme prestigiose. Erano gli inizi degli anni 60. Un giornale ben fatto con corsivi e commmenti tutti da leggere, oltre alla pagina culturale. Tra le firme menzionate da"Gasparotto" mi piace ricordare anche Giovanni Artieri, a mio parere, il più grande inviato sui fronti di guerra assieme a Indro Montanelli,Guglielmo Peirce, Antonio Aniante e i corrispondenti dall'estero Giorgio LOcchi, Antonio Perrini, Carlo Maria Franzero, Marino de Medici, i vaticanisti Guglielmo Rospigliosi e Fabrizio Sarazani,Emanuele Bonfiglio e quella stupenda "lettera della domenica", a firma "medico condotto", ovvero Alberto Giovannini, lettera apparsa anche a firma di altri giornalisti, che metteva in evidenza la bellezza della polemica giornalistica. Ricordo anche le firme di Gugliemo Serafini, con i resonti della camera e di Sandro Salvadori, con i reseconti dal senato, oltre ai commenti del bravo Marcello Lucini, morto giovanissimo. Gli attuali quotidiani di centrodestra dovrebbero guardare a quel modello di quotidiano per risollevare le sorti della carta stampata. Giovanni Attinà

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  • gasparotto

    14 Ottobre 2009 - 13:01

    Era un po' la testimonianza vivente di quel crogiuolo di idee che appartennero al marito, il grande Renato Angiolillo, fondatore de "Il Tempo", dove riunì a guerra finita a Roma,(1944), la migliore intellighenzia liberale. Mio padre leggeva Il Tempo ed io ne fui il continuatore, sin dai tempi del liceo. La terza pagina era una chicca,diretta dal grande Falqui, un salotto dove si davano appuntamento le grandi firme della letteratura e del giornalismo: Don Diego, Stuparich Giani,lo storico Romeo,Prezzolini,Bino Sanminiatelli,Malaparte,Silvio D'Amico, Mario Praz,Guido Pannain,Gian Luigi Rondi,etc. Firme prestigiose erano Alberto Giovannini e Consiglio, Salvalaggio,Vittorio Zincone, il grande Enrico Mattei,Mino Caudana e le sue grandi storie a puntate, etc.etc. La signora Angiolillo nella sua bella casa romana che affaccia sulla splendida Trinità dei Monti, usava perpetrare la tradizone culturale avviata dal marito con il suo impareggiabile giornale...ma ahimè le grandi firme ed i grandi nomi della letteratura e della cultura che orbitarono intorno al marito non erano più. Spariti ingoiati dal tempo inesorabile ed impietoso. Riposi in pace, dolce signora d'antan, con lei sparisce il ricordo del grande giornalismo che fu!

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