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Undicenne stuprata dal branco

Arrestati quattro ecuadoriani

Undicenne stuprata dal branco
Genova - Dopo lo stupro di ieri, avvenuto a Bologna ai danni di una quattordicenne, un altro increscioso episodio di violenza su un minore a Genova. Questa volta la vittima è una bambina ecuadoriana di appena undici anni, violentata la scorsa settimana in un appartamento da quattro suoi connazionali. La dinamica è simile a quella verificatasi ieri nel capoluogo emiliano. La ragazzina, secondo una prima ricostruzione dei fatti, è stata fatta ubriacare dai suoi aguzzini, ragazzi di età compresa tra i 17 e i 22 anni, che poi a turno hanno abusato di lei.

La piccola, traumatizzata dagli abusi subiti, ha vagato a lungo per le strade della città, sola e dolorante, prima di trovare il coraggio di tornare a casa e raccontare l’accaduto ai genitori. Questi l’hanno immediatamente portata all’ ospedale pediatrico Gaslini, dove i dottori hanno confermatoche la piccola aveva subito una violenza sessuale. Prima è scattata una denuncia e poi gli arresti. Individuati dagli inquirenti, i ragazzi responsabili della violenza si sono discolpati sostenendo che la piccola era “consenziente”. Ignorano probabilmente che, come stabilito dal nostro Codice Penale, chiunque abbia rapporti sessuali con una ragazzina così giovane compie comunque una violenza sessuale.

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Commenti all'articolo

  • osminos

    17 Agosto 2008 - 19:07

    E' sempre la solita storia,questi extracomunitari giungono qui da noi, li accogliamo con tutti i riguardi, li sovvenzioniamo in tutti modi, li aiutiamo con la casa, mandano i loro bambini agli asili gratis eccetera il tutto sperando che lorsignori si integrino con la società che li ospita. Ma purtroppo questi non lo vogliono fare, a loro non interessa integrarsi, loro voglioni tenersi i loro usi e costumi e fino qui non vi sarebbe nulla di anormale, ma però lorsignori non vogliono rispettare le leggi nostre,aiuti e sovvenzioni si rispetto delle leggi no!. Questo non vabene! E' urgente insegnare loro, prima che entrino a far parte della società nostra, insegnare loro le leggi vigenti fino a quando non le hanno imparate e poi , previa firma di accettazione, punirli come tutti i cittadini.

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