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Il Papa: "Senza radici cristiane

la civiltà europea a rischio"

Il Papa: "Senza radici cristiane
Il richiamo alle radici cristiane dell’Europa è stato uno temi rilanciati con più forza nell’ultimo scorcio di pontificato da Giovanni Paolo II. Oggi lo stesso appello è stato fatto da papa Benedetto XVI che ha ricevuto il capo delegazione della commissione delle Comunità europee presso la Santa Sede, Yves Gazzo, per la presentazione delle lettere credenziali.''Quando la Chiesa ricorda le radici cristiane dell'Europa, non va in cerca di uno statuto di privilegio per se stessa, ma fare opera di memoria storica ricordando una verità passata sempre più sotto silenzio”: ha detto il pontefice che  ha ribadito ''l'ispirazione profondamente cristiana dei Padri fondatori dell'Unione europea”, che la Chiesa ''desidera manifestare” sottolineando che ''la base dei suoi valori provengono principalmente dall'eredità cristiana che continua ancora oggi a nutrirla”. La Chiesa - ha spiegato il pontefice – desidera ''accompagnare” la costruzione dell'Unione europea, e per questo ''si permette di ricordarle quali sono i valori fondanti e costruttivi della società europea affinché questi possano essere promossi per il bene di tutti”.
  
“Rischio disfacimento”
- Poi il papa ha spiegato che il modello di civiltà europeo rischia di “disfarsi pezzo per pezzo”: ''L'Europa non sarà veramente se stessa se non saprà conservare l'originalità che ha fatto la sua grandezza e che potrebbe farne, domani, uno degli attori principali nella promozione dello sviluppo integrale delle persone che la Chiesa cattolica considera come l'unica via in grado di rimediare agli squilibri presenti nel nostro mondo”. L'Europa rischia di vedere ''il suo modello di civiltà disfarsi pezzo per pezzo” sotto la spinta - ha concluso Benedetto XVI  - di ''individui e gruppi di pressione desiderosi di far valere interessi particolari a detrimento di un progetto collettivo ambizioso”.

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Commenti all'articolo

  • toninopintus

    19 Ottobre 2009 - 17:05

    Papa Benedetto XVI ha ragione. Tutta la civiltà occidentale è impregnata dei valori cristiani, a cominciare dall'amore per il prossimo; che poi laicamente si chiami solidarietà, beneficenza o filantropia cambia poco. Amore, tuttavia, è qualcosa di più: è dono disinteressato, che si dà in modo gratuito senza aspettarsi niente in cambio. L'Europa e, ripeto, tutto il mondo occidentate hanno anche un debito culturale nei confronti del cristianesimo e il dibattito di questi giorni sull'insegnamento della religione a scuola ci offre un'occasione importante per ribadire alcune verità fondamentali; c'è una differenza abissale tra il cattolicesimo e l'islam, la stessa che esiste fra l'amore e l'odio. Gli iman predicano quest'ultimo e dargli la patente di docenti nella nostra scuola pubblica equivarrebbe a portarsi il nemico in casa, peraltro con libertà di indottrinare i bambini islamici come avviene nelle scuole coraniche dei paesi arabi. La diffusione del cristianesimo nel mondo occidentale, inoltre, ha contribuito a migliorare anche i non credenti o i non praticanti, perché il cristianesimo non è integralista, accetta il dialogo e il confronto, favorisce la libertà e la democrazia. Molti laici hanno accolto, liberamente o persino inconsciamente, i valori seminati dal Cristianesimo e li vivono nella loro quotidianità. Chi parla di rivoluzione francese dice solo mezza verità, perché la storia non è comiciata soltanto due secoli addietro, ma molto prima. Liberté, egalité, fraternité non ce li ha insegnati Robespierre (tagliatore di teste, tra l'altro), ma stavano scritti sul Vangelo da 2 mila anni. Quanto al socialcomunismo, le uniche radici che mi vengono in mente mi fanno rabbrividire: guerra, gulag, lotta di classe, dittatura del proletariato, soviet supremo, rivoluzione...

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  • uycas

    19 Ottobre 2009 - 15:03

    Le radici Europee sono quelle della Rivoluzione Francese, Napoleone, l'Illuminismo e volendo o no volendo parte del socialcomunismo.

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