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Rai, Vespa costa troppo

Contratto non approvato

Rai, Vespa costa troppo

“Mi pare giusto che il Consiglio d'Amministrazione della Rai abbia chiesto un approfondimento su tutti i contratti da rinnovare (e non soltanto sul mio). Si potrà così constatare che alcuni elementi del mio contratto risalgono al 2001 (non a caso sono pagato con l'equivalente in lire) e altri al 2004. Se si pensa che quando entrerà il vigore il prossimo contratto l'inflazione del decennio sarà intorno al 22 per cento è più facile ragionare. Anche tenendo conto che dovrò liquidare alla Rai una quota di molte mie prestazioni professionali esterne e che il nuovo garantito coprirà 26 trasmissioni in più del precedente”. Così Bruno Vespa interviene sulla notizia di un rinvio da parte del Cda Rai dell'esame del rinnovo del suo contratto, giudicato troppo costoso in un momento di grande contenimento dei costi da parte dell'azienda per arginare gli effetti della crisi. A richiedere il rinvio è stato il consigliere Angelo Maria Petroni, che avrebbe chiesto al direttore generale Mauro Masi di riconsiderare l'accordo - che conterrebbe un ritocco al rialzo del 20% per il compenso del conduttore - anche alla luce del piano industriale. Un'idea accolta dal dg, che si sarebbe riservato di approfondire la questione e ripresentare la proposta di contratto.

Una decisione unanime, quella presa dal Cda della Rai, di rinviare sul rinnovo del contratto per Vespa. Un accordo che nei termini attuali risulterebbe troppo oneroso per l’azienda, specie in previsione di un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012. Tutto il Cda, compreso il dg Mauro Masi, avrebbe concordato sulla necessità di approfondimenti sul contratto, prima di riportarlo in Consiglio per l’approvazione. Secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Ora gli uffici competenti valuteranno la situazione, partendo dal presupposto che la cifra è eccessiva, specie se combinata ad un contratto triennale. Si potrebbe ragionare allora su un compenso minimo inferiore, o più o meno analogo ma spalmato su più anni.

“Mi dispiace tuttavia - aggiunge Vespa - che le fughe di notizie riguardino sempre e solo il mio contratto. Mi dispiace che si dimentichi che nel 2001 il direttore generale Cappon stabilì lui la cifra calcolando il quindici per cento in meno di quanto offerto a Gad Lerner e Fabio Fazio per due trasmissioni meno importanti di 'Porta a porta’ (una terza serata religiosa del sabato su Raiuno e una seconda serata su Raidue) che mai si fecero. Mi dispiace che non si pubblichino i contratti del compianto Enzo Biagi, il contratto precedente e quello attuale di Fabio Fazio, quello di Daria Bignardi e altri ancora. Io sono pronto a confrontarmi pubblicamente con tutti. Peccato che mi manchino gli interlocutori”.

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Commenti all'articolo

  • Indietrotutta

    23 Ottobre 2009 - 13:01

    di chiedere quello che ritiene opportuno per la sua prestazione lavorativa. Noi cittadini propprietari della RAI abbiamo il diritto di sapere quanto effettivamente guadagnano Vespa e tutti gli altri giornalisti così possiamo verificare se il compenso è proporzionato alla produttività. Un'azienda pubblica deve agire con la massima trasparenza e nel rispetto dei principi della buona gestione.

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  • gasparotto

    23 Ottobre 2009 - 10:10

    La RAI è un servizio pubblico.Il SSN(sistema sanitario nazionale)è un servizio pubblico. Per la RAI il popolo paga il canone, per il SSN ci sono le ritenute in busta paga. Si deduce che le due cose sono più o meno alla pari. Ci sono delle grosse divergenze però, riguardo il trattamento economico degli operatori dell'una e dell'altra parte. Ecco io per parificare la cosa proporrei di fare contratti privati separati anche ai chirurghi ed ai clinici capireparto, cardiochirurghi, neurochirurghi, la cui opera è molto più importante di un Vespa , di un Sant'oro o di un Floris o di un Fazio. Quanti sacrifici e quante vite salvate con lo stato tanto prodigo con gli addetti RAI e spilorcio e barbone con i veri operatori umanitari, liquidati con la solita manfrina della missione, tanto per pararsi il c°lo. Un contratto privato chessò per il trapiantologo PD Marino di due milioni all'anno. Oppure per il cardiochirurgo Calafiore di un milione e mezzo. Sarebbe una giustizia sociale. Invece la società predilige le chiacchiere ai fatti, un porgitore di microfono al bisturi professionale e salvavita liquidato con 3500 euro al mese dopo 30anni di anzianità. P.S. @Nicoguas: continui a scrivere Nicoguas dall'alto della sua veneranda età. La sua presenza qui, oltre ad essere utile è di conforto. Poi se uno mette l'accento o l'apostrofo cosa conta? L'importante è farsi capire ed esprimere le proprie idee. Mica tutti si chiamano Montanelli. Mi raccomando se io sbaglio mi corregga pure lei. Ma ad una certa età come la nostra, (io ne ho 63)a cosa serve non accentare trà, frà, fù,fà,stà,sò,dò,quì etc.etc. Uno scrisse tempo fa addirittura l'aradio.Però si era capito che si trattava della radio. Oggi è importante comunicare, il resto è fuffa,non le pare?

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  • gasparotto

    23 Ottobre 2009 - 10:10

    Non è che costa troppo Vespa, è la RAI che costa troppo. Prendete ad esempio una partita di calcio, chessò la nazionale che gioca. Alla cronaca in diretta ce ne sono due, Bagni ed il cronista. A bordo campo l'insignificante Paris, in studio altri due, ed infine Enrico Variale. Una pletora di cronisti, quando ne basterebbe uno o al massimo due. Questo un esempio che può valere per tante altre cose inutili. E poi che dire di quel giretto di opinionisti con alla testa Alba Parietti con le labbra a canotto? E poi direttori, vice direttori, caporedattori e vice caporedattori, un esercito di tecnici e capi struttura,RAI regioni altro carrozzone da sballo sistemati dal ras politico di turno. Se la privatizzassero, ci farebbero cosa molto gradita. E' da tempo che si parla di abolire gli enti inutili e le spese a gogo. Però passata la fetsa (le elezioni), gabbato lo santo(gli elettori)tutto è tornato come prima, il polverone si è sedimentato......Questa volta non ci fregherete di nuovo però!!

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  • mariser

    23 Ottobre 2009 - 10:10

    Ho l'impressione che si stia perdendo il senso della misura... a prescindere dal nome, che si chiami Vespa, Santoro, Fazio... l'ingaggio mi sembra eccessivo se rapportato allo stipendio di qualsiasi comune mortale. Come può una RAI in grosse difficoltà economiche sostenere spese simili? Saremo ancora noi a pagare con aumenti di canone? Spesso ci sentiamo dire proprio da loro che con questa crisi i sacrifici sono necessari; non sarebbe male se, una tantum, anche loro ridimensionassero le pretese. In fondo, qualcuno la villa da nababbo l'ha già acquistata...

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