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Sesso, la Cassazione redige

un manuale del bon ton

Sesso, la Cassazione redige
Enrico B., già condannato dalla Corte d'appello di Venezia nell'ottobre 2008, è ricorso in Cassazione per dimostrare che nei confronti della barista di un locale aveva fatto solo “un gesto scherzoso” quando attirò a sé la ragazza provocando “solo un contatto glutei-ginocchia che palesemente non può essere qualificato come atto sessuale”. La Suprema Corte in nove pagine di motivazione ha spiegato che quel gesto, fatto per spavalderia davanti agli amici, non rientra nel 'bon ton' sessuale. “È irrilevante - hanno scritto - che nell'aggressione alla sfera sessuale si proponesse di soddisfare la propria concupiscenza sessuale o volesse semplicemente compiere un'azione dimostrativa in presenza di amici”. È stata compressa la “libertà sessuale” della ragazza, il che basta per fare scattare la condanna. Per i giudici dunque “è indifferente che chi costringe o induce lo faccia per lucro, per depravazione, per disprezzo, per immondo gusto dello spettacolo o per gioco, purché si agisca con la coscienza e volontà di costringere o indurre taluno a commettere atti di libidine su sé stesso, sulla persona del colpevole o su altri". Ecco perché e' "irrilevante il fine propostosi dal soggetto attivo che può essere diretto a soddisfare la sua concupiscenza, ma anche di altro genere (ludico o di umiliazione della vittima)”. Nella dettagliata sentenza, i supremi giudici scrivono che “l'aggettivo sessuale attiene al sesso dal punto di vista anatomico, fisiologico o funzionale, ma non limita la sua valenza ai puri aspetti genitali, potendo estendersi anche a tutte le altre zone ritenute erogene dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica, antropologica e sociologica”. Sicché “nella nozione di atti sessuali - evidenziano - debbono farsi rientrare tutti quelli che siano idonei a compromettere la libera determinazione della sessualità della persona e ad invadere la sua sfera sessuale con modalità connotate dalla costrizione”. Tra gli atti puniti dall'art. 609 bis c.p., insistono i giudici, “vanno ricompresi anche quelli insidiosi e rapidi, purché ovviamente riguardino zone erogene su persona non consenziente”. Ad esempio “palpamenti, sfregamenti, baci”.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    25 Ottobre 2009 - 22:10

    Immaginiamo che per salvare una donna occorresse tirarla su una barca o trascinarla a riva. E' inevitabile che bisogna agguantarla in qualche modo, ma siccome la Cassazione proibisce il tocco in qualsiasi maniera, pena la condanna per reato sessuale o per umiliazione della donna, allora è meglio farla affogare. Tale sentenza è molto simile a quello che fece un imam in Turchia, mentre quattro giovanissime ragazze stavano affogando, ai maschi che stavano per lanciarsi a salvarle proibì la cosa, perchè era vietato toccarle per la fede islamica. Non è che quelli della Cassazione si siano convertiti pure loro all'islamismo? All'Italia mancava giusto questo!

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  • Shift

    25 Ottobre 2009 - 22:10

    Chiedo scusa se ritorno sull'argomento, ma più ci penso e più trovo tutto il discorso assurdo. D'ora in poi toccherà stare attenti a non toccare una donna nemmeno per caso, altrimenti è reato sessuale. Mi chiedo come farà la gente sui mezzi pubblici a evitare di toccare una donna incidentalmente quando non ci si riesce nemmeno a muoversi, oppure se la donna va in palestra occorrerà chiedergli il permesso di prenderle il bavero o cinturarla in un'allenamento di Judo o di altro sport? Dato che il semplice tocco, senza nemmeno l'intenzionalità sessuale, è già considerato aggressione sessuale dalla Cassazione o umiliazione della donna. Allora se, rimanendo nello judo, l'atterro con una tecnica e magari la blocco a terra corpo a corpo la "umilio" e faccio aggressione sessuale e posso essere arrestato. Oppure se semplicemente le do la mano o la saluto con i classici bacetti d'amicizia guancia a guancia sono già un pervertito? Non parliamo poi dei massaggi fatti nello Shiatsu, in fisioterapia e altro, lì non c'è nemmeno scampo, perchè le parti di donna che si toccano non si contano, per non parlare dei medici e in ispecie quelli ginecologici. Non mi si dica che la mano della donna non è una zona erogena, quando masturbano i maschi, amanti o mariti che siano, lo è con tutta evidenza, quindi toccarle la mano per salutarla con la tipica stretta di mano è già condannabile come atto sessuale. Però se tocco un uomo perchè gay non sono condannabile. Mi chiedo che razza di pigne circolano nelle teste di quelli della Cassazione. Tra l'altro loro si devono limitare a dare un giudizio su un caso, sull'intenzionalità sessuale dell'individuo accusato, cosa che trovo del tutto indimostrabile, perchè non possono dedurre quello che sentiva o passava nella testa dell'accusato, cioè l'intenzionalità sessuale per usufruirne per sè medesimo o per altri o per umiliare sessualmente la donna. Il solo gesto, in questo caso, non basta se non è dimostrabile l'atteggiamento mentale dell'uomo nei confronti della donna. Inoltre non delineare un modus legislativo per casi a venire. In caso che ne sentano il bisogno legale devono rimettere tutto nelle mani del Parlamento, non dettare ai cittadini loro leggi comportamentali e di reato, che non hanno nè capo nè coda.

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  • Shift

    25 Ottobre 2009 - 13:01

    Mi sembra che la Cassazione esageri con questi atteggiamenti eccessivamente puritani. Il fatto che qualsiasi parte della donna può praticamente essere considerato erogeno da un punto di vista penale è veramente assurdo, anche se fosse vero, come sicuramente è. E' vero, però, se si instaura un rapporto almeno nella fantasia maschile verso la donna in oggetto prima di toccarla, altrimenti non ha senso. La Cassazione praticamente considera i maschi tutti malintenzionati e arrapati in qualsiasi momento, ma non è così. All'uomo non è sufficiente il rapporto fisico superficiale per arraparsi e poter dichiarare, quindi, un attitudine mentale sessuale nei confronti della donna in un semplice gesto fisico. Quanti uomini scherzano con altri uomini fisicamente, o creano una situazione umiliante per l'altro in cui la sfera sessuale non ha niente a che vedere? Perchè volerci vedere giocoforza la sfera sessuale se ciò accade con una donna? Non solo è tesi ridicola, ma pure pericolosa per i rapporti tra persone che già sono tanto freddi. Rinchiuderli in una gabbia ulteriormente, abusando della sfera sessuale come motivazione, è oltre che ingiusto anche deprimente e perfino pericoloso, se qualcuna o qualcuno ne abusasse di tale sentenza assurda e contro i tempi.

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