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Celebra le nozze di un trans

Sospeso parroco fiorentino

Celebra le nozze di un trans

Ieri a Firenze don Alessandro Santoro ha celebrato le nozze di Sandra Alvino, una donna di 64 anni nata uomo e che in seguito ha cambiato sesso, e Fortunato Calotta, 58 anni. Quest’oggi l'arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori ha sospeso don Santoro. Per il momento non sarà più il parroco della comunità delle Piagge. “Gesti come quello posto da don Alessandro Santoro - si legge in un comunicato diramato dalla chiesa di Firenze - contraddicono il ministero di pastore di una comunità, per la quale il sacerdote deve rappresentare la voce autentica dell'insegnamento dottrinale e della prassi sacramentale della Chiesa cattolica”. A quanto pare unire in matrimonio due persone che si amano e che vogliono consacrare il loro amore di fronte a Dio richiede degli accorgimenti, non è sempre possibile. “Ieri mattina, domenica 25 ottobre, presso la comunità delle Piagge a Firenze, si è compiuta la simulazione di un sacramento, ponendo un atto privo di ogni valore ed efficacia, in quanto mancante degli elementi costitutivi del matrimonio religioso che si voleva celebrare”, si legge nella nota. Un “atto che assume particolare gravità in quanto genera inganno nei riguardi delle due persone coinvolte, che hanno potuto ritenere di aver celebrato un sacramento laddove ciò era impossibile, nonché sconcerto e confusione nella comunità cristiana e nell'opinione pubblica, indotta a pensare che per la Chiesa siano mutate le condizioni essenziali per contrarre matrimonio canonico”. L’Arcivescovo rivolge una richiesta a don Alessandro: “Di vivere un periodo di riflessione e di preghiera”.       

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Commenti all'articolo

  • toninopintus

    26 Ottobre 2009 - 18:06

    Il matrimonio cristiano è un sacramento e non è obbligatorio. Chi non ci crede, non è tenuto a sposarsi in Chiesa ma celebra le nozze in municipio e il suo matrimonio è perfettamente valido agli effetti civili. Per la dottrina della Chiesa (che non si inventa niente, ma adempie alla Parola del Signore, chiaramente scritta nel Vangelo) gli sposi cristiani devono essere un uomo (di sesso maschile) e una donna (di sesso femminile) e non sono ammesse eccezioni. Pertanto è assolutamente normale che il vescovo abbia sospeso l'intraprendente parroco, che ha celebrato un matrimonio non valido. Ed è altrettanto pacifico che non valgono e non hanno senso appelli del tipo "la Chiesa deve essere misericordiosa, la Chiesa deve capire le esigenze dei fedeli, non è giusto rifiutare un sacramento a chi lo chiede con fede" e via dicendo. Semplicemente, la Chiesa ha il dovere di custodire un "deposito di fede" che non è un capriccio dei vescovi, ma quanto è tramandato da quella Parola di Dio che resta immutabile nel tempo, perché rivelata da Gesù Cristo una volta per sempre. Dirò di più: in questo, la Chiesa non è neppure democratica, non pone ai voti una scelta o una decisione, perché non può farlo. Tutto è già stabilito da Dio e dalla sua sapienza, che non è quella degli uomini.

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  • bigjoseph

    26 Ottobre 2009 - 18:06

    Anche il cronista, e prima degli altri, visto che esprime opinioni lette da molte persone dovrebbe sapere che accorgimento essenziale per un matrimonio non è solo che "due persone si amino e che vogliano consacrare il loro amore di fronte a Dio" ma che queste due persone siano di sesso diverso...

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