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"Gentilini istiga al razzismo"

Sceriffo imbavagliato 3 anni

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"Gentilini istiga al razzismo"

Tutti lo conoscono come lo ‘sceriffo’ della Lega. E da oggi lo conosceranno come il sindaco con il bavaglio. Giancarlo Gentilini, vicesindaco di Treviso, leghista della prima ora, è stato condannato dal Tribunale di Venezia per aver usato parole troppo forti contro gli immigrati e contro la possibilità di aprire moschee in Italia: per tre anni non potrà più partecipare a comizi politici. Gentilini aveva detto la sua dal palco del raduno della Lega di Venezia nel 2008: ne era seguita una denuncia con l'accusa di istigazione al razzismo. Ed è stato condannato, con la sospensione delle pene, e con rito abbreviato, anche al pagamento di una multa da  4mila euro. L'accusa, sostenuta dal procuratore della Repubblica Vittorio Borraccetti, aveva chiesto 6mila euro di multa, pari a un anno e cinque mesi di reclusione. Il gip Luca Marini ha in parte accolto le richieste del procuratore che aveva indagato Gentilini per propaganda ed istigazione al razzismo. Il difensore di Gentilini, l'avvocato. Luigi Ravagnan del Foro di Venezia, ha già annunciato il ricorso in appello. Per Ravagnan nelle frasi “non c'era alcuna maliziosità contro le razze, bensì il sostegno ad idee ben note del mio assistito finalizzate all'integrazione tra etnie diverse”. Per Gentilini le accuse a lui mosse sono state il frutto “di chi è abituato ad andare all'assalto e ad esporsi porgendo il proprio petto mentre qualcuno è pronto a spararmi alle spalle”.

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    28 Ottobre 2009 - 09:09

    Caprone sarà lei,e con le corna ramificate anche.

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  • valeria78

    27 Ottobre 2009 - 14:02

    UN personaggio ignorante e disgustoso..ma del resto come la maggioranza dei caproni leghisti,.,..

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  • lmisma39

    27 Ottobre 2009 - 11:11

    Non ho seguito molto l'operato,"Dello sceriffo di Treviso", come viene impropriamente definito. Il popolo sente il bisogno, oggi più che mai, di avere qualcuno che lo ascolta, e si attiva per rispondere alle sue richieste, quasi sempre fondate. Purtroppo le cose bisogna farle e non solo minacciarle. Alconi giorni or sono, avevo letto che il Presidente Emerito, Francesco Cossiga, aveva minacciato di mandare i carabinieri al CSM ! Ha fatto molto male a non mettere in atto quella minaccia, oggi infatti i nodi vengono al pettine, abbiamo uno strapotere della magistratura, che si permette anche di non applicare le leggi a loro non gradite. Il Presidente Napolitano, non credo sia capace di prendere una decisione, estrema, come quella di Cossiga, però penso che la seconda carica Istituzionale, (il Presidente del Senato),potrebbe attuarla in circostanze particolari. Più il tempo passa, più difficile sarà mettere le cose al posto giusto, ormai ci sono stati troppi precedenti,di invasioni di competenze, tra i poteri dello Stato. Buona giornata, Luciano

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