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Serenissima, via la bandiera

dalla curva. È polemica

Serenissima, via la bandiera

Quella bandiera della Serenissima in curva non ci può stare. Diventa un caso politico la bandiera della Regione esposta in tribuna dagli ultras del Cittadella sabato scorso, fatta togliere dalla polizia. Lo riferisce il Gazzettino. Il consigliere regionale Mariangelo Foggiato (Progetto Nord Est) ha presentato al presidente della Regione Giancarlo Galan una interrogazione sull'accaduto chiedendo di conoscerne le motivazioni. Sabato allo stadio Tombolato prima della partita Cittadella-Piacenza, la Digos ha fatto togliere ai tifosi granata nella tribuna Est, prima del calcio d'inizio, la bandiera della Serenissima. Il fatto ha scatenato l’ira degli ultras che per protesta hanno lasciato la tribuna. «Non è dato di sapere il perché - scrive Foggiato sul Gazzettino - forse i tifosi del Cittadella sono troppo educati e civili, in un altro stadio un’azione del genere non sarebbe neanche lontanamente ipotizzabile». Il consigliere chiede a Galan di «far luce sull’inquietante episodio» e di «ribadire che l’esposizione della bandiera veneta è un diritto di ogni veneto». In merito al calendario calcistico, venerdì sera al Tombolato, si gioca il derby Cittadella-Padova. Da vedere che cosa faranno i tifosi granata, anche se pare che le bandiere questa volta saranno molte di più.

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    28 Ottobre 2009 - 09:09

    E dire che la Serenissima repubblica è durata come Roma,per mille anni prima che che quel fottutissimo str..o di Napoleone la uccidesse per le sue manie di grandezza.E aveva un efficientissimo governo,una sua lingua,una flotta che dava filo da torcere agli ottomani.Ed ora non si può neanche più sventolare il glorioso vessillo di san Marco,ma cosa è il Veneto,una colonia del Sud? Io che sono veneto di origine,mi sento umiliato di questo e penso alla falsamente decantata annessione al regno d'Italia del 1866,truccata da brogli ed inghippi,e funesta per i suoi abitanti che da allora dovettero emigrare a centinaia di migliaia in Europa e nelle Americhe per sfuggire alle mutate (in peggio) condizioni di vita.

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