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Al bar anziché in pinacoteca

Denunciati in 5 a Salerno

Al bar anziché in pinacoteca
Cinque impiegati pubblici sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Salerno per assenteismo. Si tratta di quattro impiegati della Pinacoteca Provinciale di Salerno, ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni della Provincia di Salerno e interruzione di servizio pubblico e un impiegato dell'ufficio provinciale di Salerno del Genio Civile della Regione Campania, ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni della Regione Campania e uso di atto falso. Le due distinte attività investigative svolte dai carabinieri, durate oltre due mesi, hanno consentito di accertare che i quattro impiegati della Pinacoteca provinciale - una donna e tre uomini - solitamente iniziavano in ritardo o terminavano in anticipo il lavoro per svolgere attività personali. I carabinieri hanno eseguito continui appostamenti e pedinamenti registrando filmati, nei quali si evince che gli impiegati arrivavano in ritardo sul posto di lavoro, chiudevano gli uffici con qualche ora di anticipo, si recavano al bar con amici per più di un'ora, oppure andavano a fare shopping negli esercizi pubblici della città. Inoltre, i militari hanno anche sottoposto a sequestro i registri delle presenze sui quali gli impiegati avrebbero apposto orari falsi, non corrispondenti a quelli documentati nel corso delle indagini. Per quanto concerne l'indagine che vede coinvolto il dipendente dell'Ufficio Provinciale del Genio Civile, i carabinieri hanno scoperto che l'impiegato si era assentato dal lavoro per tre mesi per malattia, presentando all'ufficio quattro certificati medici risultati falsi. I certificati medici recavano il timbro e la firma di un fantomatico medico calabrese sconosciuto al Servizio Sanitario Nazionale.

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Commenti all'articolo

  • brasskit

    30 Ottobre 2009 - 12:12

    Purtroppo siamo un popolo di furbi e sprovvisti del senso civico e dell'appartenenza alla comunità.La retribuzione viene data in cambio di una prestazione che, in questo caso, è un servizio rivolto ai cittadini ed ai turisti. Gli stipendi di queste persone derivano dalle tasse che paghiamo e quindi quello che hanno fatto è una truffa: se non si fa quello per cui si è pagati siamo in presenza di una truffa. Spero che il magistrato che prenderà in carico la causa applichi le leggi più il buon senso e non il solito buonismo. Ma quanti ce ne sono di italiani di quel tipo? temo siano tanti, troppi. La moralità è una pratica che deve essere coltivata e pretesa quotidianamente da ognuno. Se la logica del "ti do quello che ti devo" non prevale rispetto a quella del "io non devo nulla siete voi quelli che avete obblighi verso di me" (ricordate lo slogan degli anni '70 "siccome timbro il cartellino ho diritto allo stipendio"?) potremo cambiare tutte le strutture senza ottenere alcun frutto perchè otterremo gli stessi risultati di oggi.

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