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Influenza A, decessi a Roma

S'indaga per omicidio colposo

Influenza A, decessi a Roma
La procura di Roma ha aperto due fascicoli processuali per fare luce sulle morti avvenute mercoledì, dopo aver preso l' influenza A, di Chantal Carleo, 18 anni già sofferente  di fibrosi cistica, deceduta all'ospedale Bambino Gesù, e del tecnico radiologo Maurizio Scavizzi di 58 anni, affetto da obesità, morto all'ospedale Spallanzani. Gli accertamenti sono stati avviati dal pm Paolo D'Ovidio il quale procede contro ignoti per omicidio colposo. A determinare l'apertura dei fascicoli sono state altrettante denunce presentate alla polizia dai familiari delle due persone morte. In entrambe le azioni penali si lamentano difetti di assistenza ed atteggiamenti negligenti da parte del personale sanitario nei confronti dei due pazienti. Il pm ha affidato ai medici legali Giorgio Bolino e Antonio Oliva l'incarico di eseguire le autopsie sulle due salme.

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  • gasparotto

    06 Novembre 2009 - 09:09

    La morte di una persona merita rispetto e per i credenti una prece. Una volta si moriva a casa e nessuno aveva da ridire, si chiamava il medico condotto, questi tastava il polso , sentiva il cuore ed il torace con "la trombetta" e poi sentenziava se eri in articulo mortis oppure avevi speranza di sopravvivere. Se morivi, certamente fu il fato. "Il medico ha fatto il possibile, non c'è stato nulla da fare". Ora che il letto di morte si è trasferito in ospedale, il medico è un killer a tutti gli effetti. Nonostante siano migliorati i mezzi per fare diagnosi, nonostante siano migliorate le terapie, nonostante la scienza abbia fatto passi da gigante con i trapianti,con i bypass,con tutto l'armamentario clinico-chirurgico, il medico ha fatto flop, secondo la vulgata, si è fulminato come una lampadina. Tanto che se uno muore,a prescindere, viene indagato. Nel caso specifico non è stato il virus suino ad uccidere il paziente,si dice, ma l'incuria dei medici. Non è stata la polmonite o la broncopolmonite virale,ahimè a togliere il respiro al paziente ed a condurlo alla fossa, ma i medici ospedalieri, sempre loro, quelli di famiglia sono bravi, non toppano mai. Meno male , io ho lasciato per nausea subentrata l'ospedale . Sentivo sul collo il fiato del giudice inquisitore e la diffidenza dei parenti e dei pazienti. Ho lasciato e mi sono sentito liberato ed ho mandato a ramengo anche la professione e chi la rappresenta, uso a subire tutte le angherie senza reagire, mai l'ordine dei medici che sia subentrato a difendere l'operato dei suoi iscritti, sempre e solo a chiedere il contributo di iscrizione ed a sanzionare, mai a difendere. A pensare che le categorie sindacali ora stanno esultando perchè hanno ottenuto di restare sino a 70 anni in servizio, aggirando la legge Brunetta dei 40 anni a termine, con bastone e carrozzela ed a servire un SSN che li remunera come facchini. Ed io che da dieci anni aspetto la prima sentenza civile a chi faccio aprire il fascicolo contro l'incuria della magistratura? Quando comparve il virus AH1N1 un Messico io, mediconzolo qualunque con oltre 36 anni di servizio effettivo ospedaliero, pensando a quello che aveva combinato un suo simile nel 1918(50 milioni di morti nel mondo) avevo fatto appello a fare subito il vaccio per poi poter vaccinare. I soliti fessi che ora piangono, scrissero che era tutta una bufala ordita dalle case farmaceutiche. E chi se non i sinistri sinistratori? E che dire della grande confusione che regna nel disporre e dare ordini sul da farsi? Solo la magistratura nel contesto di questo bailamme apre fascicoli per omicidio colposo. Vedremo alla sbarra il vero killer , il famigerato AH1N1? Consiglio il magistrato inquirente di fornirsi di un buon microscopio elettronico per poterlo interrogare. Sino a quando i medici ospedalieri prenderanno sputi in faccia dalla magistratura facendo finta che sia pioggia?

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