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Fini e Berlusconi s'incontrano

per appianare le divergenze

Fini e Berlusconi s'incontrano
 Nuovo incontro, ancora un faccia a faccia: Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si vedranno oggi, per l'ennesima volta, per cercare di appianare le divergenze che nelle ultime ore hanno superato i livelli di guardia. Stavolta però l'appuntamento è decisivo. Sul tavolo c'é il tema delicato della giustizia, considerato cruciale dal presidente del Consiglio. E il clima della vigilia non potrebbe essere più teso: eppure l'intesa, proprio sulla riforma del processo penale, è sembrata per ore ad un passo.

I tecnici (Niccolò Ghedini per il Cavaliere e Giulia Bongiorno per l'ex ministro degli Esteri) si sono confrontati intorno ad una bozza fino a tarda sera. La proposta, fra le altre cose, introdurrebbe una durata massima di sei anni per i processi (salvo eccezioni per i reati più gravi). Soluzione che potrebbe avere gli stessi effetti del tanto agognato 'scudo' chiesto dal Cavaliere e che, per indorare la pillola ai finiani, sarebbe accompagnata da interventi per potenziare la macchina della giustizia: in sostanza più risorse e personale.

Il testo, che dovrebbe confluire in un ddl da presentare in Senato su iniziativa parlamentare (magari con la firma di tutti i senatori di centrodestra e non solo di quella dei capigruppo, come avrebbe ventilato il premier per mettersi al riparo da brutte sorprese), prevederebbe anche la cosiddetta 'prescrizione breve'. Ma stando alle indiscrezioni circolate nella maggioranza sarebbe proprio questo il nodo su cui la trattativa si sarebbe arenata, con il fermo no dei mediatori di Fini a tale ipotesi. Un no che sarebbe stato confermato anche al ritorno dell'emendamento relativo alle norme tributarie: norma che Berlusconi avrebbe nuovamente richiesto . Uno stallo che, se non superato nella notte, con una trattativa no stop, solo i due leader potranno risolvere.

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Commenti all'articolo

  • antari

    10 Novembre 2009 - 12:12

    Ancora una volta Silvio Berlusconi, travestito da presidente del consiglio ed accompagnato dal suo avvocato personale, costui travestito da deputato, tornano alla carica. Ancora una volta, ma l'interesse e' sempre il solito: garantire privilegi a Silvio Berlusconi. Tutto il resto e' fumo. Tra qualche giorno mr B. ripetera' ancora che lui non ha mai tratto vantaggio dal proprio ruolo, e l'angelino custode confermera' che il governo non ha in mente progetti per favorire il presidente del consiglio. Speriamo che Fini non consenta loro questa ennesima porcheria! Ma dubito fortemente.

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