Cerca

Minzolini: torni l'immunità

Scontro con Garimberti e Cdr

Minzolini: torni l'immunità

L’uscita del direttore del tg1 Augusto Minzolini sulla questione immunità non sono proprio piaciute al direttore generale della Rai Paolo Garimberti. E neppure al comitato di redazione. «Ho già detto più volte quello che penso degli editoriali nei Tg: repetita non iuvant», ha detto Garimberti. «Anche questa volta non siamo d'accordo - recita una nota del Cdr -. Anche questa volta il direttore ha schierato il Tg1 attraverso un editoriale sul contestato tema della riforma della giustizia sposando esplicitamente le posizioni della maggioranza di governo. Tanto più che - il caso Cosentino insegna - le norme sull'immunità parlamentare non sono state affatto abrogate per tutti i reati connessi all'esercizio delle funzioni politiche. Senza nulla togliere al diritto del direttore minzolini di esprimere il suo pensiero, ci preoccupa la caratterizzazione politica che la direzione sta imprimendo al Tg1. Uno strappo -conclude il Cdr- che contrasta con il ruolo di giornale istituzionale e non governativo caro a tutta la redazione, un ruolo che questo Cdr continuerà a difendere».

Lunedì sera Minzolini ha firmato un editoriale sui temi della giustizia e dell'immunità parlamentare. Una censura bella e buona della sinistra, tuona il portavoce nazionale del Pdl Daniele Capezzone, secondo cui «la reazione immediata e virulenta, a più voci, della sinistra contro l'editoriale di ieri sera di Minzolini svela la voglia di censura che abita nelle stanze dell'opposizione. Le stesse persone che hanno organizzato, partecipato, esaltato, la manifestazione per la libertà di stampa di qualche settimana fa - aggiunge Capezzone - si sono prontamente schierate per l'imbavagliamento di un direttore libero. Sono i soliti vecchi vizi della peggiore politica».

 

L’editoriale - Un altro editoriale. Ed un’altra salva di polemiche. Il direttore del Tg1 in video difende l’articolo 68 della Costituzione (ossia l’immunità parlamentare). Il tema - già lanciato dal direttore di Libero Maurizio Belpietro - nel giorno della richiesta di arresto per il sottosegretario PdL all’Economia Nicola Cosentino, ha d’altronde una sua rilevanza.  «Nella Carta», afferma il direttore del tg della prima rete della tv di Stato durante l’edizione delle 20 di ieri, «i padri costituenti - cioè i vari De Gasperi e Togliatti - inserirono l’istituto dell’immunità parlamentare. Non lo fecero perché erano dei malandrini, come qualcuno di questi tempi potrebbe anche arrivare a dire, ma perchè consideravano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario, forte della propria autonomia, arrivasse a condizionare il potere politico. Insomma, l’immunità parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio tra i poteri».
Equilibrio che, da sedici anni a questa parte, è drasticamente venuto meno. «Dal 1993», prosegue Minzolini, «l’immunità è stata espunta dalla nostra carta Costituzionale. Motivo? In quegli anni la classe politica e i partiti per via di Tangentopoli  avevano perso la fiducia della gente e l’abolizione dell’immunità fu un modo per dimostrare che i costumi sarebbero cambiati. Quest’operazione mediatica si trasformò però nei fatti in una sorta di atto di sottomissione alla magistratura. Da allora i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono partiti addirittura fondati da magistrati. Governi di destra e di sinistra sono caduti sull’onda di inchieste della magistratura (primo governo Berlusconi e ultimo governo Prodi) e il Parlamento non è riuscito a mettere in cantiere una riforma della giustizia. Ma a parte le conseguenze, l’'abolizione dell’immunità parlamentare ha provocato un vulnus nella Costituzione. Si è rotto un equilibrio tra i poteri e non se ne è creato un altro. Ora c’è da auspicare che quel vulnus sia sanato».
Più che a sanare il vulnus, però, l’opposizione pare interessata a caricare a testa bassa. La sigla del Tg1 è appena finita, quando sulle agenzie si scatena l’inferno. Arriva per prima Rosy Bindi: «Siamo esterrefatti», afferma la neo-presidentessa del Pd, «il direttore del Tg1 deve smettere di spiegare agli italiani che il presidente del Consiglio ha ragione». Seguono a ruota Beppe Giulietti («Ormai il Tg1 è un foglio di partito»), Fabrizio Morri («Minzolini sposa posizioni oltranziste») e Vinicio Peluffo («Minzolini piega la Rai agli interessi di Berlusconi»). Dalla sponda PdL replica l’infaticabile Daniele Capezzone: «Il Pd, attraverso la neopresidente Bindi, vorrebbe censurare e ridurre al silenzio Minzolini. Ma come? Fanno le manifestazioni per la libertà di informazione e poi tentano di imbavagliare un giornalista “colpevole” di essere libero? Il Pd non perde il solito vizietto...».

 

Il nuovo scontro - Non è la prima volta che i due vengono ai ferri corti: lo scorso 3 ottobre Garimberti aveva definito «irrituale l'editoriale di Minzolini dedicato alla manifestazione sulla libertà di informazione».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • igna08

    11 Novembre 2009 - 11:11

    Che faccia tosta questi sinistri. Ma come, qualche settimana fa avete organizzato una grande manifestazione per la libertà di stampa, ed ora tutti compatti, vi siete schierati per zittire il Direttore del tg1 Minzolini per il suo editoriale. E allora ? Questa libertà tanto strompazzata, dove è andata a finire ? Purtroppo questa è censura della peggiore specie.

    Report

    Rispondi

  • mariser

    11 Novembre 2009 - 11:11

    Garimberti insiste: è evidente che non sopporta Minzolini... non perché non sia un bravo giornalista ma perché non si allinea al suo pensiero. Ci viene spontaneo chiederci cosa intenda Garimberti e il Cdr RAI per pluralismo nell'informazione; forse per loro significa solo parlare al plurale, nel senso di espressione di più persone che però affermano lo stesso concetto, magari con parole diverse, ma comunque allineate con il loro pensiero politico? Caro Garimberti, pluralismo è altra cosa! La libertà di opinione che lei predica dovrebbe permettere anche a Minzolini di esprimere la sua che, peraltro, resta sempre e solo un'opinione, discutibile dal suo punto di vista tanto quanto opinabile quella di altri suoi amici che pontificano contro Berlusconi e il suo governo sulle diverse reti RAI. Il suo ripetuto intervento nei confronti di Minzolini sa tanto di accanimento terapeutico il cui fine ultimo è quello di convincere il giornalista che in RAI non c'è spazio per voci fuori dal coro. Lei invoca la democrazia quale bene irrinunciabile, cosa che condividiamo senza se e senza ma, parla di regime in Italia e attribuisce ad altri il ruolo di dittatore... ma il suo intervento nei confronti di Minzolini non le sembra tipico del regime e della dittatura? La RAI è un servizio pubblico, finanziata anche con i nostri soldi; se lei vuole il pensiero unico, faccia il direttore di una TV di partito, le sue pretese non potranno più sembrare faziose e lei si sentirà più appagato. Sino a quando resta in RAI applichi le regole della democrazia e del pluralismo, lasci lavorare serenamente Minzolini e volga il suo sguardo anche altrove. Sarà più credibile quando spenderà qualche parola per criticare anche quei giornalisti della sinistra che dilagano nelle sue reti attaccando giornalmente Berlusconi e il suo governo con il loro falso moralismo.

    Report

    Rispondi

  • gmarcosig335

    10 Novembre 2009 - 23:11

    Difendere Minzolini per il Centro Destra deve essere imperativo, soprattutto perchè chi lo attacca e chi lo vorrebbe infilare guarda caso sono coloro che hanno monopolizzato la rai per decenni e che come comunisti non possono consentire ad alcuno di parlare liberamente senza che si sia sentito prima il "soviet" rosso. Basta con questa egemonia rossa in rai, le assunzioni ed i rinnovi di contratto per i giornalisti, impiegati, amministratori, vengano fatti con concorso pubblico, come in ogni altra struttura statale. Noi che paghiamo regolarmente il canone ne abbiamo piene le tasche, basta con questi personaggi ormai noti che per anni hanno fatto solo campagna elettorale per il Pci prima e la sinistra ora.Minzolini non si tocca, semmai Galimberti ed il cdr di rai 1 vadano al diavolo, il loro comportamento è fin troppo evidente, il Governo abbia la forza ed il coraggio di inviare al mittente le loro accuse e di richiamarli alle loro responsabilità. Ad annozero si permette tutto anche le cose più assurde sul Premier e su Minzolini che non ha offeso e mancato di rispetto a nessuno si alzano le barricate? Galimberti e cdr ridicoli e manica di buffoni.

    Report

    Rispondi

  • luckystrike

    10 Novembre 2009 - 18:06

    Adesso manifesterete perchè si parla troppo,e domani?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog