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Turchia nell'Unione Europea

Napolitano: tappa importante

Turchia nell'Unione Europea
“L'adesione della Turchia potrà rappresentare una tappa di grande importanza per l'affermazione e l'espansione del ruolo dell'Europa”, ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella 'lectio magistralis' all'Università Orientale di Napoli che gli ha conferito una laurea honoris causa in Politiche e istituzioni dell'Europa. Un intervento in cui la prima carica dello Stato ha parlato dell’Europa e del suo futuro a 360 gradi: l’Unione non è mai stata solo mercato comune, ma fin dall'inizio unione politica, i Sei Fondatori ebbero il coraggio di accettare “il principio della cessione di quote significative delle sovranità nazionali”. Napolitano ha poi proseguito, citando un discorso di David Miliband, concorrente di massimo D’Alema per il posto di ministro degli Esteri europeo, dicendo che l’Ue “per una irresistibile e urgente necessità storica, o farà un balzo in avanti sulla via dell'integrazione”, o noi europei “diventeremo spettatori” sulla scena internazionale. Il progetto europeo e i paesi che ne fanno parte, ha concluso il Presidente, rischiano di andare verso “il declino”. L’intervento di Napolitano è stato condito da altre citazioni di un discorso del ministro degli Esteri britannico. In un primo caso, Miliband descriveva le potenzialità militari dell'Europa (2,5 milioni di militari e 40 mila diplomatici impegnati in 1500 missioni). Nel secondo, indica il rischio di declino del ruolo del Regno Unito nel mondo se non si impegnerà a guidare insieme ai partner europei una forte politica estera europea e invece si perderà nell'orgoglio, nella nostalgia o nella xenofobia.

 

 

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  • geog

    17 Novembre 2009 - 18:06

    il nostro karo presidente, prima di esternare i suoi pensieri, dovrebbe dedicarsi ad inforemarsi su ciò che ha intenzione di dire. la turchia é un paese che é europeo solo in piccolissima parte, e lui, come purtroppo molti altri suoi kompagni, vorrebbe che entrasse nell'unione europea? sarebbe come se la spagna che ha una piccola enclave in marocco, volesse far parte dell'africa. se in turchia ci fosse ancora un governo come quello fondato da ataturk, che amava gli imam come il pepe negli occhi, forse, e dico forse, ci si poteva pensare ad un ingresso in europa, ma con gli islamici al governo, é molto meglio per noi che non vengano. abbiamo già troppi musulmani, non voluti, che vogliono dettar legge in casa degli altri, figurati cosa pretenderebbero se entrasse in europa anche la turchia. l'unico musulmano buono é il musulmano morto.

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  • ercole.bravi

    16 Novembre 2009 - 09:09

    ci sono tanti motivi politici ed economici per fare entrare la Turchia in europa......ma onestamente non me ne frega una benemerita! Che diavolo c'entra un paese medio-orientale (questo alla fine è, inutile girarci intorno), in un colosso di argilla quale la cee? Siamo come unione europea, diventati come quelle prostitute che arrivate ad una certa età, per mancanza di clienti si accontenta di chiunque gli dia dei soldi!!!! Potrà sembrare poco delicato, ma della turchia in casa non me ne frega nulla; siamo come l'impero romano prima della caduta, quando annettendo i barbari (allora erano i germanici), si portò il germe della fine in casa. La strada è quella, e la falsa disponibilità ed apertura che stiamo dimostrando è il carattere tipico prima della fine. saluti alla famiglia

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  • franziscus

    16 Novembre 2009 - 09:09

    mi sa proprio che questa volta l' hai fatta fuori dal vaso. la turchia sta diventando sempre meno laica e sempre più islamica e noi la facciamo entrare in europa ?

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  • vauban73

    15 Novembre 2009 - 22:10

    @Click,Iamec,Lastofmohicans: tutti e tre da DIECI E LODE...La Turchia in Europa è UN'ABERRAZIONE. Anzi: una BESTEMMIA. Questa Europa somiglia sempre più ad una di quelle prostitute in mano al magnaccia di turno che la vende al miglior offerente. La prima mossa del magnaccia è stata quella di escludere le radici cristiane dal trattato di fondazione, la seconda la condiscendenza e l'apertura verso i "popoli migranti" e compagnia bella... Ora hanno iniziato a togliere i simboli NOSTRI ( o almeno a provarci ) .... Ci tocca sentire un comunista ( ex-post-ricreduto-semi pentito-SEMPRE COMUNISTA RIMANE ) , non democraticamente eletto, che ciancia per voce dei magnaccia e secondo loro dovremmo, ancora, bovinamente subire l'ennesima decisione dall'alto dei loro scranni ??? COL CAVOLO. Non credano sarà tanto facile, dalle reazioni che cominciano a vedersi. Quanto al PdR, in gioventù osannante i carri armati a Budapest ( pentirsi e fare mea culpa a "babbo morto" son tutti bravi....), tromboneggi pure, sia pure connivente del magnacciume: tanto vista l'età non credo avrà modo di partecipare allo sfacelo di cui si fa complice, "Après moi, le deluge".... Non so se rivedremo ancora un (sedicente)ex-comunista al Quirinale....speriamo solo di non vederci, prossimamente, un "ex-mai stato" fascista, un traditore che trama da anni per raggiungere il podio più alto e sedare la smania di potere che lo abbrutisce...allora, altro che Turchia in Europa.... Mi stupisce che il Silvio caldeggi l' ingresso turco in Europa. Su questo sarà bene che cambi idea perchè in pochi elettori lo seguirebbero.... E nell'attesa del referendum ( se mai ci sarà ) esponiamo i nostri Crocefissi.

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