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"Falsità le modifiche sui reati mafiosi"

Palazzo Chigi smentisce Repubblica

"Falsità le modifiche sui reati mafiosi"
“Circolano voci false, originate da alcuni giornali, in merito alla volontà del presidente del Consiglio di modificare la norma che ha consentito di arrivare al concorso esterno in reati di mafia”. È secca la smentita di Palazzo Chigi, dopo la pubblicazione su ‘La Repubblica’ di un articolo a firma di Ezio Mauro, ‘Uno scudo al Cavaliere per i reati di mafia’ , nel quale il direttore del quotidiano scrive che “vogliono mettere mano al reato di concorso esterno in associazione mafiosa... quello che ha portato alla sbarra tanti politici nelle zone di mafia, camorra, 'ndrangheta. Un reato che in realtà non esiste, perché nel codice penale non c'è ma che 'vive' per le pronunce convergenti della Cassazione. Quindi un editto assodato, consolidato, fermo nella storia del diritto. Ma quel crimine - prosegue Repubblica -si avvia ad avere una macchia. Potrebbe essere utilizzato dalle procure di Caltanissetta, Palermo e Firenze per indagare il presidente del Consiglio. Quindi i consiglieri giuridici del premier si stanno muovendo in anticipo per terremotarlo”.
Il governo, in una nota, smentisce dunque le indiscrezioni di stampa relative a un'iniziativa parlamentare e puntualizza che “si tratta di voci false, tendenziose e destituite di ogni fondamento. Ci troviamo - prosegue il comunicato - di fronte ad un comportamento molto pericoloso, perché si basa su voci inventate sì, ma che potrebbero addirittura favorire il fenomeno criminale. Queste falsità sono tanto più gravi se rivolte contro un Presidente del Consiglio ed un governo che hanno fatto della lotta alla criminalità mafiosa uno dei punti qualificanti della loro attività”.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    25 Novembre 2009 - 19:07

    Csostituzionalmente non è consentito a nessun magistrato costruire ipotetici reati fumosi come quelli che usavano gli inquisitori della famosa storia oscurantista della Chiesa,per incastrare qualcuno a loro inviso addebbitandogli addirittura colpe immaginarie,come quello del concorso di collusione di mafia o quello di collusione con il demonio per la famosa inquisizione. I padri del diritto stabilirono che un inquisito debba essere giudicato ed eventualmente condannato non su ipotetici reati senza nessuna prova provata ma da certezze inconfutabili materiali.Ogni processo indiziario,senza prove provate,è un abuso costituzionale e la Corte Costituzionale,dovrebbe,d'imperio, dire la sua su questo abuso che spesso viene posto in essere in processi chiassosi al fine di fare bella figura ai danni del malcapitato. Non siamo piu sotto il fascismo dove cérano dei magistrati che indossavano la camicia nera per processi dove le condanne erano già stabilite ma in un tempo dove i processi devono svolgersi alla luce del sole e senza immaginazioni mentalmente equestre.

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  • falconiere2

    25 Novembre 2009 - 16:04

    Ezio Mauro si diverte a scrivere idiozie. Ma come è possibile che una persona come lui abbia in animo tanto marciume menzognero che spaccia per verità? E' pagato bene dal suo capo Carlo De Benedetti che qualche giorno fa ha tenuto una lezione in una Università di Oxford per dire che solo i suoi giornali esprimono la verità della informazione in Italia, e per completare (si fa per dire) l'"opera" passa l'ordine al suo dipendente Mauro di far passare un articolo col quale accusare Berlusconi colluso con la mafia. E lui lo fa. Ha fatto bene il Premier a stoppare subito la falsa notizia ma, fossi in lui, querelerei Mauro per una cifra che lo faccia sparire dalla faccia della terra. Perché non si può scherzare in queste cose che sono questioni di alto spessore guerrafondaio.

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  • antari

    25 Novembre 2009 - 15:03

    le iniziative che, se non altro, portano il governo ad esprimersi in modo chiaro circa il proprio punto di vista su cose importanti. Prrrrr

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