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Ru486, arriva stop del Senato

È caos tra gli schieramenti

Ru486, arriva stop del Senato
Il Senato ha fermato la procedura per permettere l'ingresso in Italia della Ru486, la cosiddetta "pillola dell'aborto facile". È stata così accolta la mozione presentata dal presidente Antonio Tomassin i(Pdl) che chiedeva lo stop della procedura di commercializzazione della pillola abortiva Ru486 da parte della Commissione Sanità del Senato, in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la RU486.. Il PD ha votato contro.
Il 30 luglio 2009 la RU-486 era stata approvata dall'Agenzia italiana del farmaco con 4 voti favorevoli su 5 ed era quindi entrata a far parte dei farmaci utilizzabili in Italia. Fino ad oggi, quando la commissione del Senato ha approvato il testo del Pdl che domanda al governo di intervenire, bloccare l’Aifa e fermare la messa in vendita della pillola abortiva.

Quella sulla Ru486 è una battaglia che dura da mesi, portata avanti con caparbia dal sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella che ha sempre sollevato dubbi sull'effettiva utilità del medicinale, visto che in alcuni casi ha provocato la morte delle madri. Rispetto ai metodi abortivi tradizionali, la Ru486 non rende indispensabile l'ospedalizzazione. Ha però numerose controindicazioni e in alcuni casi, ha provocato la morte delle donne che l'hanno assunta.
Il ministro Sacconi: «È evidente che il processo farmacologico deve essere verificato alla luce della legge italiana sull'interruzione volontaria di gravidanza, e mi sembra giusto che il Governo si pronunci». Lo ha afferma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ribadendo che la pronuncia sarà «sostanzialmente analoga a quella dell'Aifa».

Le reazioni – Immediate le reazioni dell’opposizione. «La maggioranza sta giocando una battaglia politica tutta interna su quel bene primario che è la salute delle donne, strumentalizzandola. Noi invece la salute delle donne la vogliamo garantire», ha affermato la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Sempre la Finocchiaro riconosce l’ottimo lavoro svolto dai colleghi della Commisione sanità, ma ribadisce che quella della Ru486 è ormai una questione politica. Pronta la replica di Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, che spiega come il parere del governo in merito alla pillola abortiva «farà chiarezza per evitare qualunque dubbio interpretativo: ribadirà quindi la necessità del ricovero ed il no al regime di day hospital» per le donne che vogliano effettuare l'intervento di aborto farmacologico con la Ru486.  Da ore si susseguono le dichiarazioni da entrambi gli schieramenti:  «Si tratta di un atteggiamento intollerabile e inqualificabile, degno di un governo e di una maggioranza talebana che si arroga il diritto di decidere sul corpo e sui diritti delle donne, cercando di colpevolizzarle»  ha affermato Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.



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Commenti all'articolo

  • dellelmodiscipio

    26 Novembre 2009 - 09:09

    A differenza della "pillola del giorno dopo" che è indubbiamente uno strumento di liberazione, la pillola abortiva soprattutto se usata dopo settimane dall'impianto non è un vantaggio, una buona novità per le donne, è più che altro un fai-da-te che lascia sole, come ha detto anche Roccella. Ennesima battaglia perduta dei com-politburo-collettif-materialisti in cerca della perduta Bandiera Rossa.

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