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Crisi, Torino città più colpita

A Napoli povertà cronicizzata

Crisi, Torino città più colpita

La crisi ha colpito le città ritenute economicamente più stabili. È una delle conclusioni a cui è giunta la Commissione contro l'esclusione sociale, che ha esaminato la povertà in tre diverse aree urbane, Torino, Roma e Napoli. Il presidente Marco Revelli, intervenuto alla Città Universitaria a un seminario sull'impatto della crisi in relazione alla povertà, ha spiegato: «La crisi ha colpito duramente, in modo differenziato sul territorio e si è sentita soprattutto in realtà che si ritenevano non a rischio, come ad esempio Torino. La crisi infatti non è uno tsunami che colpisce tutto e tutti nella stessa maniera. E ha generato certamente nuove sofferenze».


Fra le tre città considerate, Torino è quella che ha risentito di più della crisi, a causa della cassa integrazione, l’'impatto «è stato durissimo. Soprattutto negli strati sociali non a rischio. La povertà è comparsa fra gli occupati». Sono aumentate «moltissimo» l'insolvenza sugli affitti, le difficoltà con i mutui e i crediti al consumo. Dalle indagini è risultato che a Napoli «c'è una povertà cronicizzata» quindi la crisi «non è stata percepita perché già esiste una situazione drammatica. Un testimone napoletano ci ha detto: “Quando si ha la polmonite, un'influenza non si sente”». A Roma, la questione critica è quella abitativa mentre a Napoli - ha proseguito Revelli - la situazione «è disperata ma da tempo»: le famiglie vivono di più forme di reddito, sussidi e pensioni sociali, e «la crisi non ha pesato più di tanto. Lì c'è una preoccupante incapacità da parte del governo locale di far fronte a questa situazione».

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