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Firenze, vince al Superenalotto

L'ex moglie: "Ora dividiamo"

Firenze, vince al Superenalotto
Un matrimonio di trent’anni, ma come a molti casi succede era arrivato alla frutta, sull'orlo della separazione. I due cognugi da oltre un anno non vivevano più insieme e a breve si sarebbero incontrati davanti al giudice per ratificare la separazione, ma all'improvviso la dea bendata decide di baciare il marito settantenne. L'uomo, vince più di un milione di euro al Superenalotto e ora la moglie torna più agguerrita: vuole la metà della vincita o almeno un vitalizio di  otto mila euro al mese. Succede a Firenze e ora a decidere sulla questione sarà il giudice che dovrà stabilire i termini della separazione.

La donna aveva lasciato Firenze, circa un anno fa, ed tornata a Roma a casa della madre, mentre l'uomo aveva già trovato una nuova compagna e aveva deciso di fermarsi nel capoluogo toscano. I rapporti tra i due si limitano agli incontri necessari per avviare le pratiche di separazione. Improvvisamente, però, il marito sparisce e cerca di accelerare l'ufficializzazione del divorzio. Cosa che insospettisce la donna che per scoprirne di più si affida ad una società di investigazioni. Scopre che il marito è diventato ricco perché nello scorso agosto aveva centrato una vincita milionaria al Superenalotto.

Come andrà a finire? Lunedì prossimo, il giudice stabilirà i termini della separazione. “Non è un’ipotesi peregrina che venga accolta la richiesta della mia assisti­ta - commenta l’avvocato Anna Orecchioni -. La Corte di Cassazione in più occasio­ni ha affermato che le vinci­te di lotterie e Superenalot­to sono in comunione dei beni tra i coniugi. E fino a prova contraria, i due a tutti gli effetti so­no ancora sposati”.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    28 Novembre 2009 - 12:12

    Trovo assurda la richiesta di quella donna e la sua pretesa in giudizio. La comunione dei beni vale fino a quando stanno insieme d'amore e d'accordo, non quando stanno procedendo a pratiche di separazione. Di fatto la separazione è già avvenuta. La pretesa della moglie avrebbe senso solo se nel giocare la schedina ha usato capitali in comune con la moglie, cosa che non credo possibile anche se la spartizione dei beni immobili e delle spettanze finanziarie o assegno alla moglie, sempre che il marito avesse più mezzi finanziari della stessa, non fosse già avvenuta. D'altronde la cosa andrebbe contro il principio stesso che accomuna due esseri in matrimonio. Vale a dire il condividere il bene e il male e assistersi mutevolmente, ma questo si realizza se i due stanno assieme, non se sono separati. Visto che la moglie o il marito hanno scelto di separarsi, NON ESISTE PIU' QUESTA COMUNANZA EFFETTIVA CHE LI LEGAVA. Esistono solo delle pratiche burocratiche da effettuare ma che riguardano unicamente il periodo in cui esisteva a tutti gli effetti il matrimonio e non LA TERRA DI TRANSIZIONE DI NESSUNO. Dato che la vincita è stata effettuata in questa periodo di separazione e sicuramente con soldi solo dell'interessato, NON CI PUO' ESSERE NESSUN DIRITTO D'ACCAMPARE, SAREBBE PREVARICAZIONE. Perciò gli unici beni che la moglie può richiedere di dividere sono solo quelli che i due avevano assieme mentre STAVANO ASSIEME non queli susseguenti.

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