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Aidaa: cani-guida per ciechi

non ammessi in ospedale

Aidaa: cani-guida per ciechi
Gli ospedali italiani non accettano l’ingresso dei cani-guida, escludendo di fatto anche i non-vedenti, che nei hanno la loro guida. Sono oltre 200 gli ospedali italiani che non ammettono l'ingresso nei reparti di degenza dei cani guida per non vedenti.
In una nota, l’Aidaa denuncia che «questo ha scatenato nelle ultime settimane una serie di episodi poco piacevoli: in alcune strutture del centro-nord Italia persone prive di vista non sono state ammesse ad assistere i familiari ricoverati in reparto, in quanto accompagnati dal cane guida, creando di fatto una situazione assolutamente discriminante nei confronti di questi cittadini».

L'Associazione italiana difesa animali ed ambiente lancia un appello al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, «affinché attraverso un'apposita ordinanza ministeriale permetta l'ingresso dei cani nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere, a esclusione ovviamente dei reparti di rianimazione, chirurgia e di malattie infettive», ma non tutte le strutture “chiudono” le porte agli animali: «È dei giorni scorsi la notizia che all'ospedale S.Martino di Genova sono ammessi nei reparti di degenza gli animali domestici, cani gatti e conigli, che possono quindi far visita ai loro padroni ricoverati, ovviamente se muniti dei dovuti certificati veterinari».
«In molti altri ospedali - dice l'Aidaa - è invece ammesso il cane guida che accompagna il non vedente sia in fase di ricovero, che in fase di visita. Si tratta dunque di una situazione che andrebbe omologata e uniformata attraverso la modifica dei regolamenti ospedalieri di quelle strutture che non riconoscono la possibilità di ingresso nei reparti di degenza ai privi di vista accompagnati dai loro cani guida».

Al momento «sono circa una ventina le segnalazioni giunte al Tribunale degli animali di Aidaa da parte di persone prive di vista che si sono viste rifiutare l'accesso ai reparti di degenza insieme ai loro cani guida». Segnalazioni che riguardano prevalentemente ospedali delle regioni del Nord Italia: «credo sia utile che il ministero intervenga per rendere possibile l'accesso ai reparti di degenza dei cani guida, che accompagnano i non vedenti in visita ai loro parenti - dice Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - il problema sarà da me sottoposto nell'incontro previsto per il 9 dicembre a Roma con i tecnici del ministero della Salute. Per i casi specifici dei non vedenti che si sono rivolti al Tribunale degli animali nei prossimi giorni contatteremo le strutture sanitarie interessate, per sottoporre loro la richiesta di modifica di regolamento che - conclude - ponga termine a queste odiose discriminazioni».

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