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Un separato su 4 è in miseria

per mantenere moglie e figli

Un separato su 4 è in miseria
Aumentano separati e divorziati e una nuova piaga sociale si apre per loro: in molti finiscono per ridursi in miseria. È quanto denuncia l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Ami ,Associazione matrimonialisti italiani. “Ogni anno in Italia si separano circa 160 mila persone e 100 mila sono i nuovi divorziati - ricorda l'Ami - .È un fenomeno che riguarda per lo più operai, impiegati ed insegnanti. Le separazioni e i divorzi, dati gli obblighi economici e le spese che determinano trasformano questi lavoratori in veri e propri clochard”. A lanciare l’allarme sono, però, le mense dei poveri: “Il 25% degli ospiti sono separati e divorziati”. Nel 80% dei casi, rileva il presidente dell'Ami, “si tratta di padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli e a non avere più risorse per sopravvivere. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati (circa 500 mila) sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d'origine. Sono numeri che fanno rabbrividire”. Per Gassani, “urge una nuova politica sociale che restituisca dignità a quanti sono stati sfortunati nel loro matrimonio, che hanno perso tutto e che vivono da emarginati. Occorrono misure atte a garantire alloggi a questo popolo di nuovi poveri nonché aiuti economici. Anche costoro hanno diritto ad avere pari opportunità. Quando si perde la dignità si rischia di non essere nemmeno buoni genitori”.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    03 Dicembre 2009 - 20:08

    Il divorzio per una famiglia e specialmente per i figli è la peggiore delle disgrazie che possa accadere. Poi, a rendere ancora peggiore la situazione ci si mettono le spese legali che sono esosissime e il mantenimento che prosciuga il misero stipendio di un lavoratore. E' necessario cambiare la legge e far sì che la coppia se non ha mezzi economici confacenti,si continui a vivere nell'alloggio comune,dividendo al meglio la stessa casa e le spese di mantenimento. Infine,se non ci sono grossi beni economici da dividere,la pratica legale dovrebbe ridurre il suo iter al massimo di uno anno.

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  • ritabi

    03 Dicembre 2009 - 16:04

    I numeri sono altissimi e bisognerebbe vedere i motivi. Intendo dire che un minimo di responsabilità dovranno averla anche i coniugi separandi no? Nessuno li costringe. Devono fare i conti. La moglie non lavora? Tutte le mogli non lavorano? Il mantenimento saà proporzionato allo stipendio....tutti sul lastrico? Stiano separati in casa! Ci devono pensare, tanto i conti li sanno prima....

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