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I parrucchieri umbri regalano

attrezzi e prodotti agli aquilani

I parrucchieri umbri regalano

I parrucchieri umbri fanno un regalo a quelli abruzzesi: pacchi regalo contenenti attrezzature e prodotti professionali sono stati donati dai parrucchieri di Perugia ai colleghi del'Aquila. In questo modo dodici aziende duramente colpite dal terremoto abruzzese del 6 aprile scorso potranno tornare al lavoro, grazie anche alla solidarietà di molte imprese del settore coordinate dalla Cna. Protagonisti, all'Aquila, gli acconciatori di Cna Unione benessere Umbria e del Caarp (Consorzio artigiani acconciatori riuniti di Perugia), che hanno voluto consegnare di persona ai loro colleghi i pacchi-regalo. L'incontro, presieduto dal presidente della Cna abruzzese Italo Lupo, si è svolto alla presenza delle autorità pubbliche, fra cui il sindaco della città, Massimo Cialente. Presente anche il presidente nazionale di Cna Unione benessere, Savino Moscia.
In occasione della cerimonia, si è svolto un dibattito che «è servito - riferisce una nota della Cna umbra - a fare anche il punto sulle molteplici difficoltà incontrate dalle aziende aquilane del settore estetico e di parrucchieria nel riprendere il proprio lavoro, soprattutto a causa della lievitazione abnorme dei canoni di affitto, degli sgravi tributari e delle semplificazioni burocratiche promesse e ancora non attuate dalle autorità competenti».
Gli esponenti della Cna hanno anche confermato la volontà di predisporre un progetto interregionale che veda la partecipazione delle Camere di commercio, delle amministrazioni provinciali e locali, oltre che di aziende sensibili e solidali, con l'obiettivo di corsi di aggiornamento professionale e eventi di moda a sostegno dei saloni colpiti dal terremoto.

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Commenti all'articolo

  • blues188

    03 Dicembre 2009 - 17:05

    In meno tempo e con molti meno soldi il Friuli si è rialzato da un incubo piombato in pochi secondi a mettere rasoterra tutto ed ora è orgliosamente a testa alta per essere risorto da solo da quel tremendo terremoto. Quello si che è stato un urto apocalittico e quella si che è gente in gamba. Altrove in Italia ogni scossa è quasi una grazia del Cielo, perché diventa una scusa per mungere lo Stato e vivere comodamente senza far nulla, neanche spostare un sasso. Infatti paghiamo ancora le tasse pro-Belice che è rimasto esattamente com'era come fosse una foto bianco in e nero messa nel libro dei ricordi. Ma anche a Napoli non è diverso.

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