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Superteste sul caso Vernarelli

"E' un ungherese il vero killer"

Superteste sul caso Vernarelli

Roma - Spunta un supertestimone sul caso di Friedrich Vernarelli, il 32enne romano accusato di essere alla guida dell'auto che uccise nella notte tra il 17 e il 18 marzo scorsi due irlandesi, Marie Clare Collins e Elizabeth Ann Gubbins, di 28 e 29 anni, vicino a Castel Sant'Angelo. Un ragazzo californiano di 24 anni, Manuel Ruiz, avrebbe rilasciato una testimonianza filmata in un'aula del tribunale di Los Angeles, del racconto di quella sera che scagionerebbe Friedrich, accusato di omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza . Il padre dell’accusato, il signor Roberto Vernarelli, ex funzionario della polizia municipale di Roma, ha scovato questo super teste la cui testimonianza proverebbe che non era Friedrich l’uomo alla guida della Mercedes classe B che quella maledetta notte del 17 marzo uccise le due turiste. “Alla guida della macchina non c´era mio figlio, ho le prove che non è stato lui ad investire le turiste irlandesi, ma uno dei due ungheresi che era in auto con lui”, sostiene Roberto Vernarelli, e aggiunge: “Mostrerò verbali, trascrizioni di testimonianze e documenti da cui si capisce che mio figlio è innocente”.
La testimonianza di Ruiz è una delle prove che Roberto Vernarelli esibirà venerdì durante una conferenza stampa nel corso della quale sarà "esibita e distribuita documentazione attestante le novità della vicenda". Pare che i due ungheresi a bordo dell’auto di Friedrich vivano e lavorino in Gran Bretagna. In un interrogatorio del 20 marzo scorso, Friedrich affermò che prima dell'investimento passò la serata a bere birra in compagnia di due stranieri conosciuti nel quartiere di San Lorenzo. Aggiunse, inoltre, di aver dato loro un passaggio e che entrambi erano con lui al momento dell'incidente, solo che "sono scappati subito dopo".

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