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Processo Dell'Utri, il pg:

"Sentiamo il pentito Romeo"

Processo Dell'Utri, il pg:
Dovrà sedersi davanti ai giudici della Corte di appello di Palermo, Marcello Dell’Utri, senatore del Pdl accusato di concorso in associazione. Il collegio dovrà decidere se, accogliendo l'istanza del procuratore generale Nino Gatto.

Il pentito di mafia Pietro Romeo, secondo il sostituto procuratore generale di Palermo, Antonino Gatto deve essere sentito al processo d'appello a Marcello Dell'Utri "circa le confidenze ricevute da Francesco Giuliano (condannato per le stragi), intorno all'esistenza di un politico a Milano, che diceva a Giuseppe Graviano di mettere le bombe e che era in grado di fargli conoscere i luoghi in cui si trovavano i pentiti". Non solo. Per il pg, Romeo va sentito anche sulle "circostanze in cui Gaspare Spatuzza confermo' a Giuliano che il politico a Milano era Berlusconi". E' quanto conferma in aula lo stesso rappresentante dell'accusa formulando le sue richieste alla Corte d'Appello di Palermo presieduta da Claudio Dall'Acqua. Secondo l'accusa, invece, deve essere sentito l'altro pentito, Giuseppe Ciaramitaro "sulle confidenze ricevute da Francesco Giuliano che gli aveva rivelato che c'era un politico che proteggeva gli stragisti, che dietro le stragi c'erano Berlusconi e altri politici, e sui provvedimenti legislativi subito emessi dal primo governo Berlusconi in favore 'dei carceri, per i semplici detenuti allora'".



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  • toninopintus

    18 Dicembre 2009 - 16:04

    Lo stillicidio a orologeria di pentiti che sanno perchè hanno sentito dire da chi era con chi dice di avere visto, continuerà sino a quando una delle parti non getterà la spugna. Noi ci auguriamo la "tenuta" di Berlusconi alla distanza, ma anche una buona resistenza da parte di Dell'Utri. Sappiamo come la sinistra sfrutterebbe un'eventuale condanna del senatore: Dell'Utri condannato per mafia, dunque anche Berlusconi è mafioso. Se poi a uno di questi altri pentiti scappa detto per caso che ha sentito qualcosa a proposito del premier, il brodo si allunga ancora e nessuno potrà impedire a qualcuno di affermare che Berlusconi ne ha combinate più di Riina. La farsa, insomma, deve andare avanti. Ci sono le elezioni regionali e poi altre importanti scadenze. Arrivarci con Berlusconi "impedito" (legittimamente) oppure con un'accusa di associazione mafiosa, ammetterete che fa una bella differenza.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    18 Dicembre 2009 - 15:03

    Ho svolto molti anni di vita militare e come impiegato dello Stato avente qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria e mansioni di Consegnatario dei Corpi di Reato presso L'Uff.Centr.Stupefacenti diretto da un Colonnello dei Carabinieri del NAD e pertanto conosco benissimo che cosa signigica "valori della scala gerarchica". Ogni fatto che rientrave nel servizio a cui ero stato assegnato,prima di prendere delle iniziative, aandavo a rapporto o con il Direttore Generale oppure dal Comandante del servizio. A meno che,non si presentava un avvenimento immediato per il quale,ero tenuto ad agire altrimenti,sarei incorso nel reato di omissioni di atto di Ufficio.Detto questo,mi sarebbe gradito conoscere se un magistrato prima di procedere ad un atto giurico abbastanza impegnativo che vede un cittadino,dal quale, non sono emersi atti contrari agli articolati del CP, essere sottoposto a un confronto penale con personaggi della peggiore delinquenza che,spacciandosi per pentiti,sono diventati i veri inquisitori e accusatori di chiunque essi vogliono. Ma perchè,prima di procedere all'udizione di sì tale oltraggio,non si provvede,affinchè quando detto in separata sede,da indagini esperite, emergano prove realmente serie e provate da inchiodare un imputato ? Ma il magistrato,mi domando, che va a ruota libera come se il deus macchina sia soltanto lui ? Non sarebbe il caso che a procedere contro qualsiasi cittadino per eventuali reati penali,per ogni causa, si crei un triunvirato di addetti ai lavori, affinchè unitamente, si valutino i fatti con certosina ricerca della verità ? - E' ora di capire democraticamente che l'amministrazione della pratica giurisprudenziale non è un fatto privato tra Magistrati e Cittadini ma un impegno che li accumuni per la difesa di quei concetti di giustizia universali. Spero che si comprendano i valori civili del rispetto di tutte le parti in causa.

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