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Sanità e crisi, un italiano su 5

in lista d'attesa o rinvia cure

Sanità e crisi, un italiano su 5
Nell'ultimo anno è aumentato il  numero di italiani che si è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche per risparmiare durante la crisi, accettando liste di attesa più lunghe, mentre altri hanno scelto di rinviare le visite mediche non urgenti o hanno fatto ricorso a "raccomandazioni" per facilitare l'accesso alle prestazioni sanitarie.
A rivelarlo,  un'anticipazione dei risultati del Monitor del Forum per la Ricerca Biomedica e del Censis, che verrà presentato nei prossimi mesi. Secondo il Censis si può prevedere che la domanda di prestazioni sanitarie pubbliche sia destinata ad aumentare anche nell'anno nuovo. «Rendere più efficiente la sanità pubblica, tagliando sprechi e sovrapposizioni, diventa quindi una priorità ineludibile per il 2010, perché ormai per molte Regioni è troppo alto il rischio di non riuscire più a finanziare la spesa per la sanità». E c'è il rischio, denuncia il Censis, che l'affollamento delle strutture pubbliche determini, oltre che un ulteriore allungamento delle liste di attesa, un maggiore ricorso ai noti espedienti usati per accedere più velocemente alle prestazioni sanitarie, come le raccomandazioni e la corruzione. Gli effetti della crisi economica sul rapporto degli italiani con la spesa per la salute si sono dunque manifestati nella tendenza a ricorrere più che nel passato alla sanità pubblica, accettando maggiori disagi e tempi più lunghi, per contenere la spesa privata. E si è accentuato anche il ricorso a una strategia del rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti.

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    22 Dicembre 2009 - 08:08

    Basta recarsi in un pronto soccorso, mettersi ad urlare per il dolore di pancia ed i medici come minimo ti faranno un addome in bianco ed un ecoaddome, comprese le analisi di routine del sangue ed un ecg. Se poi vai sempre al pronto soccorso e dici di essere svenuto cadendo di colpo e di esserti fatto male alla testa, di sicuro oltre ai soliti esami di routine ti faranno la TAC. Basta ingegnarsi, non sono necessarie raccomandazioni. I medici non rischiano più la denuncia e si mettono al riparo. Le liste di attesa sono dovute al fatto che gli ambulatori ospedalieri sono gestiti da medici che devono fare anche la visita nei reparti, compresi i radiologi ed i laboratoristi che debbono lavorare anche per i reparti oltre che per gli esterni. Gli organici sono all'osso, il tourne over è bloccato, le assunzioni sono rara avis. Se ad esempio un ambulatorio pubblico lavora due ore al giorno può visitare solo 4 persone(è previsto 1/2 ora a persona). Se le prenotazioni eccedono le visite possibili, chiaramente le liste di attesa si allungano a dismisura. Alcuni recriminano dicendo che se vai a visita privata, i medici la fanno subito. Chiaramente le prenotazioni sono molto di meno, è lampante. Allora cari amici, se si vogliono liste di attesa meno lunghe basta aumentare il personale, assumendo altri medici ed infermieri. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi. Ma la sanità italiana questo non se lo può permettere , con le finanze in rosso profondo. La sanità a tutti quasi gratis è una bella cosa, ma ci vogliono i soldi e non le chiacchiere.

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