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Grosseto, concorso per laureati

troppi errori, tutti bocciati

Grosseto, concorso per laureati
Errori grammaticali e strafalcioni di ogni tipo. Sono questi i motivi che hanno spinto alla bocciatura di tutti i partecipanti al concorso, riservato a laureati in giurisprudenza, bandito dal Comune di Orbetello per l'Ufficio appalti. Angelo Ruggiero, segretario generale del Comune, ha spiegato che gli elaborati erano infarciti di errori, non solo giuridici e di cultura generale, ma di grammatica e di sintassi: terza persona del verbo avere senza la 'h', 's' al posto della 'z', frasi senza il soggetto, doppie e tempi verbali sbagliati sono solo alcuni dei “difetti” dei lavori dei candidati. A questi si aggiungono “anomala” scritto “a nomala”, “superficie senza “i” e tanti altri: alla domanda su quali fossero le competenze del sindaco qualcuno ha risposto che «il sindaco dichiara lo stato di guerra», mentre un candidato ha scritto che «per impugnare una contravvenzione devi fare una raccomandata, ma per vincerla devi andare dall'avvocato».
Ruggiero ha sottolineato che «errori e inesattezze erano così evidenti che non è stato possibile ammettere nessun candidato. Siamo stati sorpresi non solo dall'impreparazione dei candidati su alcuni argomenti, ma dagli errori di ortografia e sintassi, cose che si dovrebbero imparare alle elementari e invece, dopo una laurea, non sono state ancora assimilate».

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  • visitor49

    22 Dicembre 2009 - 17:05

    Secondo me è un po' troppo riduttivo individuare nel '68, cioè in avvenimenti di 40 anni fa, la colpa della situazione in cui versa attualmente la scuola italiana (relativamente alla preparazione globale non soltanto alla lingua italiana). Lo dimostra il fatto che il problema lo si riscontra nei giovani laureati non in quelli degli anni '70, '80 o '90. Credo che si possano individuare alcune concause circoscrivibili agli ultimi 20 anni: sicuramente un certo lassismo nella valutazione ma anche nella disciplina, una serie di interventi di riforma errati, il ruolo iperprotettivo assunto dai genitori nei confronti dei figli, il fatto che le buone letture sono state sostituite da sedute passive davanti alla TV, il fatto che in molti casi la scuola è diventato un parcheggio per studenti privi di qualsiasi motivazione. Non me ne vengono in mente altre, ma probabilmente l'elenco non è finito.

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  • ziogianni

    22 Dicembre 2009 - 17:05

    ***Qui si laureò dipietro e maa-lak figlio del commissario basettoni di Monte Sacro.*

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  • gbbonzanini

    22 Dicembre 2009 - 16:04

    ma a di pietro, chi ha dato la laurea? Chi gli ha fatto vincere il concorso in magistratura? Ma se non sa nemmeno parlare l'italiano! Solo alla Camera poteva andare, con cani e porci ovviamente.

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  • mail.riboldigmail.com

    22 Dicembre 2009 - 15:03

    Tra qualche anno assisteremo di sicuro al crollo degli storici criteri di valutazione. Negli ultimi 150 anni le capacità si sono valutate in base al titolo di studio e alle prove di esame sostenute. Ma da quando, già qualche decennio, le strutture scolastiche fanno acqua da tutte le parti, il titolo di studio sta diventando carta straccia. Per non parlare di quanti, numerosissimi, saltano a pié pari l'intero iter formativo acquistando la laurea o il diploma. Io stesso ne conosco a decine, nei paesi dell'Est ad esempio, che con diecimila o quindicimila euro si comprano un titolo del tutto valido, legalmente, nella UE. Si tranquillizzino i disoccupati quanrantenni e cinquantenni: presto qualche datore di lavoro disperato verrà a suonare alla porta, non appena la necessità di competenza tornerà urgentemente all'onore delle cronache.

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