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Muore un malato di Sla

Non voleva le cure

Muore un malato di Sla
È morto Renzo Bettetti, un 62enne trevigiano malato di Sla che aveva deciso di non curarsi. Era malato dallo scorso febbraio e circa un mese fa aveva formalizzato la volontà di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico. Per sollevare i familiari da eventuali responsabilità sul percorso che lo avrebbe condotto alla morte, aveva messo tutto nero su bianco in una dichiarazione rilasciata al medico del distretto che l'ha seguito fino al momento del decesso.

In un’intervista Betetti aveva ribadito la sua scelta: «Non me la sento di finire come una pianta in un vaso di fiori». Con parole toccanti, l’uomo si era poi rivolto ai politici chiedendo che fossero ascoltati tutti i malati di sclerosi laterale amiotrofica e che fossero rispettate le loro decisioni. Renzo Bettetti è deceduto a causa di una crisi respiratoria. I suoi funerali si celebreranno domani pomeriggio nella parrocchia di Sant'Angelo a Treviso.

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Commenti all'articolo

  • antari

    01 Gennaio 2010 - 14:02

    dal fatto che nessuno strXnzo si sia svegliato con la malsana idea di fare qualche inutile legge urgente per vietare a quest'Uomo di morire, magari sostenendo che nel suo corpo malato c'e' una mente sana. Considerato che siamo in Italia, la cosa non avrebbe stupito. Quindi fa piacere che non sia avvenuto. Riposa in pace, signor Renzo Bettetti.

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  • uycas

    01 Gennaio 2010 - 14:02

    mi dispiace perché questa malattia è una brutta bestai soprattutto negli ultimi giorni, perché si muore soffocati. La scelta è stata la migliore, questa pratica di non accettare cure era già in uso in molti ospedali. Mio zio nel 2000 prima che si aggravasse per la sla in ospedale al primario dichiarò che non voleva essere sottoposto a nessun intervento ed i medici lo curarono nel migliore dei modi per alleviargli gli ultimi giorni.

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  • gitex

    30 Dicembre 2009 - 20:08

    da fargli un monumento. Sperando che ciò faccia ben pensare chi vuol decidere di come uno debba morire. Ci sono già tanti obblighi nella vita, lasciate al cittadino almeno la possibilità di decidere come uno vuole morire.

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