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In aumento i clochard

Sono soprattutto anziani

Sarebbero in aumento i clochard, soprattutto anziani, in Italia. Si tratta, però, di stime, nessun dato certo, basate sui contatti che gli addetti ai lavori ricevono quotidianamente. Secondo la Fiopsd (Federazione italiana organismi per persone senza fissa dimora), che raggruppa una settantina di organizzazioni fra i quali 32 Caritas Diocesane ed amministrazioni comunali come Roma, Torino, Genova, Brescia, Firenze, il numero dei senzatetto sul territo
In aumento i clochard
Sarebbero in aumento i clochard, soprattutto anziani, in Italia. Si tratta, però, di stime, nessun dato certo, basate sui contatti che gli addetti ai lavori ricevono quotidianamente.
Secondo la Fiopsd (Federazione italiana organismi per persone senza fissa dimora), che raggruppa una settantina di organizzazioni fra i quali 32 Caritas Diocesane ed amministrazioni comunali come Roma, Torino, Genova, Brescia, Firenze, il numero dei senzatetto sul territorio nazionale è compreso fra i 90 mila e i 100 mila.
Negli ultimi tempi, fra le persone che cercano un aiuto per integrare il magro reddito, entrando in contatto ad esempio con mense, centri di accoglienza, unità di strada - riferisce il presidente della Fiopsd, Paolo Pezzana - ci sono soprattutto gli anziani («in aumento in modo vertiginoso»), cioè coloro che sono considerati "stabilizzati": hanno una pensione e possiedono a volte anche una casa popolare, ma non riescono a far fronte all'acquisto dei farmaci, al pagamento del riscaldamento o delle bollette. «Sono persone - osserva Pezzana - che non avremmo mai pensato di vedere».

Sono in crescita anche le richieste di sostegno, da parte di padri e madri separati, anche se lavoratori: «anche qui le richieste servono a pagare le bollette e il mangiare. È la categoria che di solito, senza interventi pubblici, precipita nel giro di qualche mese».
Altra categoria che spicca fra i nuovi clochard, sono i componenti di alcune comunità di immigrati - fra i quali i cinesi (per lo più a Milano, Torino, Roma) - che hanno vissuto fino a oggi in microcosmi isolati, ma che la crisi ha messo in difficoltà, soprattutto a causa della perdita del lavoro e spesso anche dei legami familiari. Intanto, un'indagine in corso dalla metà del 2008 (la conclusione è prevista per l'anno), realizzata da Ministero del Welfare, dalla Caritas Italiana e dalla stessa Fiopsd, sta predisponendo una mappa sui servizi e sul numero dei senza fissa dimora presenti nel nostro paese.

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    08 Gennaio 2010 - 12:12

    Io però non sono per nulla d’accordo che un essere umano deve restare “ persona senza fissa dimora ” altrimenti tutto va a rotoli e vanificherebbe l’Art. 1 della Costituzione “ l'Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al Popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. In poche parole mi chiedo, ma da chi, visto che, a conti fatti, resta solo in pochi a lavorare per uno stipendio di fame? Certo ce la privacy, ebbe che c‘azzecca? Io per esempio ho scelto di fare il solitario contadino, emarginato come il verme nella canigja ( crusca inerte) ove tutto è abbandonato (ndr) dell’Idv Belisario che reclamava come la Basilicata fosse povera ed arretrata, vera salvo per il nome: da antica Lucania a scranno politico lasciato per eredità. La Chiesa mi fa sorridere e tanta tenerezza come affronta certe cose in modo superficiale riempiendo la pancia con un piatto di pasta a Barboni e sfaticati! Ma viene affrontato la causa alla radice

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