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Il Papa in sinagoga:

"Abbiamo già chiesto perdono"

Il Papa in sinagoga:
Accolto dagli applausi a Roma, Benedetto XVI è tornato nel luogo di culto ebraico. Ratzinger è entrato ieri sera, verso le 17, nella Sinagoga di Roma per la sua visita ufficiale. Lo scopo? "Rafforzare il cammino tracciato", 24 anni fa da Giovanni paolo II. Un cammino che punta a creare un ponte tra Chiesa cattololica e mondo ebraico, e cercando di sanare il conflitto innescato dal silenzio di Papa Pio XII sulle leggi razziali, "un silenzio - ricorda il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici - che duole ancora come un atto mancato".

"Possiamo compiere passi insieme, consapevoli delle differenze che vi sono tra noi". È il messaggio lanciato da Benedetto XVI agli ebrei durante il suo discorso nella Sinagoga di Roma. "I passi compiuti in questi quarant'anni dal Comitato Internazionale congiunto cattolico-ebraico e, in anni più recenti, dalla Commissione Mista della Santa Sede e del Gran Rabbinato d'Israele - ha detto il pontefice -, sono un segno della comune volontà di continuare un dialogo aperto e sincero". Benedetto XVI ha anche ricordato che proprio lunedì la Commissione Mista terrà a Roma il suo nono incontro su "L'insegnamento cattolico ed ebraico sul creato e l'ambiente". "Auguriamo loro - ha aggiunto - un proficuo dialogo su un tema tanto importante e attuale".

"La piaga antisemitismo sia sanata per sempre". Possano le piaghe dell'antisemitismo e dell'antigiudaismo "essere sanate per sempre": è l'auspicio fatto da papa Ratzinger. Benedetto XVI ha ricordato come la Chiesa non abbia mancato di deplorare le "mancanze dei suoi figli e sue figlie, chiedendo perdono per tutto ciò che ha potuto favorire in qualche modo le piaghe dell'antisemitismo e dell'antigiudaismo".

"Il Concilio è un cammino irreversibile". Il Concilio Vaticano II rappresenta per i cattolici «un punto fermo», un «cammino irrevocabile di dialogo, di fraternità e di amicizia» verso gli ebrei. Lo ha affermato papa Benedetto XVI nel suo discorso alla Sinagoga.

Il Papa incontra il rabbino della capitale- Benedetto XVI, prima di entrare nella sinagoga di Roma, ha incontrato e salutato l'ex rabbino capo della capitale, Elio Toaff. I due si sono intrattenuti per un breve scambio di parole, visibilmente emozionati. Il ponteficie, dopo aver sostato davanti alla lapide che ricorda l'attentato contro la Sinagoga di Roma dove fu ucciso il piccolo Stefano Tachè, è stato accolto ai piedi del Tempio dal rabbino capo Riccardo di Segni. Insieme attraverseranno la tribuna centrale per raggiungere la tribuna da cui pronunceranno i loro discorsi.

Zona blindata-  L'ultimo sopralluogo nella Sinagoga e nella zona che la circonda è stato fatto sabato ed è ufficialmente scattato il piano di sicurezza creato per la visita storica che ieri pomeriggio papa Benedetto XVI farà nel Tempio della capitale. Un dispositivo di sicurezza, hanno precisato più volte i vertici delle forze dell'ordine, "molto articolato e di alto profilo". E mentre continua incessante il lavoro silenzioso e discreto dell'intelligenze e dell'antiterrorismo, che comunque fino a questo momento non ha raccolto nessun dato preoccupante, ieri sera e nella mattinata di oggi saranno al lavoro gli artificieri per bonifiche e controlli del sottosuolo. Il piano di sicurezza andrà di pari passo con quello approntato per la viabilità in tutta l'area che circonda la Sinagoga. E cosi ieri sono stati interdetti al traffico veicolare pubblico e privato Lungotevere dei Pierleoni e Lungotevere dè Cenci, da Ponte Palatino a Via Arenula a partire dalla ore 14. Inoltre, è stata anticipata alle 14 l'apertura di via dei Fori Imperiali, normalmente chiusa la domenica dalle 9 alle 16, con la conseguente riattivazione del servizio di trasporto pubblico. In strada, a vigilare sulla sicurezza del Pontefice, erano circa duecento agenti in borghese e più del doppio in divisa.

Vice premier Israele: "Visita storica"-  È una visita di importanza storica, secondo Israele, quella che papa Benedetto XVI ha tenuto ieri nella sinagoga di Roma. Lo ha affermato il vicepremier Silvan Shalom, mentre la stampa israeliana evidenzia anche le divisioni createsi in merito nella comunità ebraica italiana. "Benedetto XVI è stato in Israele meno di un anno fa e ha anche visitato il Museo dell'Olocausto Yad Vashem. La sua visita è un avvenimento storico che suscita notevole emozione" ha detto Shalom a radio Gerusalemme. Shalom si trova a Roma per preparare la prossima visita in Israele del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e ieri era nella Sinagoga fra quanti hanno dato il benvenuto al Papa. "Si tratta di un evento religioso, non politico, che deve simbolizzare l'avvicinamento fra ebrei e cattolici" ha aggiunto Shalom. "È importante ridurre le divergenze di opinione, specialmente nella imminenza delle Giornata internazionale della Shoah".


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Commenti all'articolo

  • blues188

    19 Gennaio 2010 - 11:11

    Abbiamo già chiesto perdono. Ora lo chiedano anche gli ebrei per le continue violazioni contro i cristiani, contro gli europei, contro gli americani e contro il mondo intero. A partire dalla massoneria che è nata da loro. E contro la Shoa che viene ignobilmente strumentalizzata per i propri loschi scopi da 50 anni a questa parte. Chiedano scusa per aver offeso il Papa e i Papi lungo la storia e i cristiani che hanno a cuore la Chiesa Cattolica. Riconoscano gli errori fatti e ne trarremo vantaggio tutti. Loro non sono indefettibili e neppure infallibili. Capiscano che la grandezza sta nell'umiltà. Esattamente come era Gesù Cristo!

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