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Nuove Br, due arresti a Milano

Uno è il figlio di Morlacchi. Trovato il manuale del cyber terrorista

Nuove Br, due arresti a Milano
"Guerra alla guerra imperialista! Costruire il solo  strumento capace di ribaltare i rapporti di forza tra proletariato e  borghesia, cioè il Partito Comunista Combattente! Per il comunismo  Brigate Rosse”. Questo scrivevano gli arrestati dalla Sezione Antiterrorismo della Digos di Roma, in collaborazione con la Digos di Milano: sono accusati di appartenere alle nuove Brigate Rosse. Si tratta di Manolo Morlacchi, figlio dell’ex brigatista Piero, e di Costantino Virgilio.

Gli altri arresti-
I due uomini arrestati con l'accusa di far parte della formazione denominata «per il comunismo Brigate Rosse» risiedono a Milano, ed  entrambi risultano legati all'organizzazione e partecipi di «incontri strategici». Morlacchi e Virgilio sono dipendenti di un’agenzia di gestione archivio, avevano subito una perquisizione domiciliare il 10 giugno scorso: la perquisizione scattò dopo che la Digos di Roma arrestò tra Roma e Genova un gruppo di presunti brigatisti sequestrando anche un numero ingente di armi.  In particolare l’inchiesta portò all’arresto di cinque persone su  ordine del gip Maurizio Caivano, tra cui  Luigi Fallico.

I reati contestati andavano dall’associazione eversiva alla banda armata, alla detenzione di armi. La svolta nelle indagini era arrivata grazie una chiamata,  partita da una cabina telefonica, intercettata a febbraio del 2007 e  attribuita a Luigi Fallico.
 Fallico  parlava di un attentato alla Maddalena nei giorni del G8. Oltre a  Fallico, arrestato nella capitale e considerato il capo del gruppo, in quella occasione finirono in carcere anche Bruno Bellomonte,  rappresentante di spicco dell’indipendentismo sardo, e Bernardino  Vincenzi. A Genova invece a finire in manette erano stati Riccardo  Porcile e Gianfranco Zoja.
Tra gli indagati, c'era anche Ernesto Morlacchi, figlio di  Pierino e fratello di Manolo, quest’ultimo poi arrestato  nell’operazione di questa mattina.

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Manolo Morlacchi è il figlio di Pietro Morlacchi, storico br che nell'estate del '72 costituì il primo esecutivo delle Brigate Rosse con Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mario Moretti


Manolo Morlacchi è il figlio di Piero Morlacchi, storico br che nell'estate del '72 costituì il primo esecutivo delle Brigate Rosse con Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mario Moretti. Si è laureato in Storia alla Statale di Milano nel 1997 con una tesi dal titolo «Politica e ideologia nell'Italia degli anni ’70. Il caso delle Br». E ha scritto un libro sul padre, «La fuga in avanti - La rivoluzione è un fiore che non muore»: «Col ' 68 e l' inizio delle lotte operaie e studentesche - scrive - la funzione di quel gruppo andò via via esaurendosi. Alcuni rientrarono nelle fila istituzionali, altri scelsero la lotta armata. Tra questi mio padre...». E solo nel giugno 2009, insieme con il fratello Ernesto diceva: «Non è giusto essere svenduti come terroristi soltanto per il cognome che portiamo».


Il manuale-
Virgilio è risultato in possesso di materiale informatico che espone i criteri e le modalità di criptazione dei documenti per finalità eversive, una sorta di manuale di istruzioni destinato ai sodali, che riporta le istruzioni per l'utilizzo dell'informatica, definite testualmente nel documento stesso «una specie di codice di condotta che consigliamo ai militanti rivoluzionari», con una serie di indicazioni finalizzate a evitare controlli da parte delle forze dell'ordine, nonché istruzioni per non farsi «tracciare» in rete. Questo materiale informatico è stato esaminato dalla Digos di Roma con il concorso del Servizio e del Compartimento Polizia Postale di Roma.

Gli arresti sono stati eseguiti a Milano da personale dell’Antiterrorismo delle Digos di Roma e Milano, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Roma, Caivano, su richiesta del pool antiterrorismo della Procura di Roma diretto dal Procuratore aggiunto, Pietro Saviotti.

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    06 Settembre 2011 - 15:03

    Questi non saprebbero nemmeno rubare una gallina di notte in un pollaio che prenderebbero tante di quelle botte che per tenerli assieme ci vogliono tre Kg di chiodi e viti..A vederli poi nelle vesti di rivoluzionari di acqua sotto i ponti ne passerebbe assai.Questi sono i risultati derivanti dall'ascoltare le solite fregnacce dettate dai loro cattivi maestri che,sebbene non ci sia rimasta nemmeno la polvere,continuano a fare danni e proseliti.Basti pensare che a Milano fanno i corsi di Marxismo.E di gente pare che ce ne vada parecchia.

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  • roaldr

    19 Gennaio 2010 - 15:03

    Sarebbe bello poter mandare questi sedicenti rivoluzionari, a soggiornare per tempo da definirsi in uno dei paradisi comunisti che loro vorrebbero trapiantare qui da noi, che so:Corea del Nord, Cuba....MACCHE', col cavolo che vorrebbero viverci!

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  • 58francesco

    19 Gennaio 2010 - 11:11

    Avanti un altra volta con i comunisti! Abbiamo appena finito, all'italiana, di perdonarli piagnucolando e già si fanno già sotto!

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  • ferrarigiuliano

    18 Gennaio 2010 - 17:05

    questi emeriti comunisti BR. dichiarati è da appenderli per le palle!!!

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