Cerca

Ragazza pakistana rapita: il padre ai domiciliari, la madre libera

Morbida la decisione del gip. Loro: amiamo nostra figlia

Ragazza pakistana rapita: il padre ai domiciliari, la madre libera
Rapire una ragazza perché non vuole piegarsi ai precetti dell'Islam non è poi così grave. Questo emerge dalla decisione del gip Cormio che ha deciso di mandare ai domiciliari il padre e ha liberato la madre di Almas. Loro gli hanno detto di aver rapito la ragazza
all’uscita di scuola perché l’amano e volevano parlarle.

Questa mattina Akatar e Aslam Mahmood sono comparsi davanti al gip del tribunale di Pesaro, Raffaele Cormio, per la convalida dell’arresto.
Akatar Mahmood ha ottenuto gli arresti domiciliari; la moglie Almas è libera, con l'obbligo di recarsi a firmare presso la Caserma dei carabinieri d Senigallia tre volte alla settimana. Il giudice ha convalidato l'arresto per il sequestro della giovane, ma nella sua ordinanza sottolinea che il fatto si è «ridimensionato» perchè quando Almas ha ribadito ai suoi di non voler tornare a vivere in famiglia, i genitori hanno rinunciato ad altri «atti di costrizione», mostrando «una condotta di ravvedimento».

Ma la rigidità del padre, un venditore ambulante di 40 anni, nei confronti della figlia è venuta fuori anche di fronte al gip. Akatar ha detto di voler bene alla figlia, ma anche di non capire il suo rifiuto "a vivere all’interno della famiglia e della comunità pachistana". Nessun riferimento, invece, al presunto matrimonio combinato con un connazionale.

Parlando dei comportamenti del padre, l’avvocato della coppia, Marco Diamantini, ha criticato l'operato dei servizi sociali, ai quali Almas era stata affidata dal tribunale dei minori, perché lo ha costretto a non avvicinarsi alla figlia, allargando in qualche modo la frattura che si era creata nel loro rapporto.

Secondo il legale, però, il padre ha compreso le ragioni di Almas, tanto che dopo averla rapita ha deciso di riaccompagnarla al centro di accoglienza di Fano e di costituirsi ai carabinieri. Ma mercoledì scorso, gli uomini dell’arma sono arrivati prima, bloccando la Daewoo della famiglia Mahmood lungo l’autostrada, oltre il casello della cittadina in provincia di Pesaro-Urbino.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • roaldr

    23 Gennaio 2010 - 16:04

    forse l'abbiamo imparato dai politici, ma, anche noi commentatori, non perdiamo l'occasione per polemizzare. E, quel che è peggio, polemizzare travisando i contenuti: cosa c'entra l'islam con i costumi e le tradizioni pakistane? Erano forse islamici i genitori e i magistrati che, solo mezzo secolo fa, costringevano o tentavano di costringere le ragazze siciliane rapite e stuprate a sposare il loro rapitore/stupratore, supportati addirittura da una LEGGE dello Stato? Allora, amici, moderiamo i toni, alziamo la voce solo per dire: BASTA CON DUE PESI E DUE MISURE, la legge deve essere uguale per tutti!

    Report

    Rispondi

  • fonty

    fonty

    23 Gennaio 2010 - 15:03

    Vorrei cortesemente farle presente,che non solo lei ha abitato in paesi mussulmani,l'ho fatto anche io per più di un anno e le dico che non mi piaceva per niente l'assoluta mancanza di libertà che c'era in quei posti,specialmente per noi stranieri ed infedeli.Lei è ateo dice,bene,pensi che a un Italiano che lavorava con me, camminando per la strada gli è scappata una bestemmia mentre discuteva animatamente;bene, un passante ha avvisato la polizia che,prontamente intervenuta in forze,lo ha portato in una galera puzzolente,bastonato e poi imbarcato sul primo aereo con il timbro rosso come indesiderabile.Le basta questo o vuole ancora affermare che la sharìa dei muslim è un faro di civiltà da prendere ad esempio?E sa quante ne potrei ancora raccontare,anche di peggio? Io non so dove lei sia stato e che contatti abbia avuto con i muslim,ma so per certo che non ha capito una beata mazza di niente.

    Report

    Rispondi

  • mail.riboldigmail.com

    23 Gennaio 2010 - 14:02

    Ma perché, caro Hussein, continui a parlare di RAZZISMO?!? Razzismo vorrebbe dire: al padre italiano che fa un gesto simile, nessuna punizione; allo straniero 20 anni di carcere! Invece è tutto il contrario! Qui se si tratta di razzismo, ormai, è CONTRO L'EUROPEO, non contro l'immigrato. Ripeto: se uno svedese, un austriaco, prima ancora che un italiano, commette violenza fisica o psicologica sulla figlia scattano misure importanti. Se lo fa uno che si definisce islamico, scattano delle attenuanti pazzesche. Il guaio che molti, come te, non vogliono capire, è che di questo passo si legittima la brutalità, purché sia coperta dal manto della religione. Noi in Italia ci mobilitiamo persino quando un cardinale dice qualcosa tipo "no preservativo"! Ma quando ci siamo mai mobilitati contro qualsiasi imposizione degli altri?!? Mi dirai: "sono minoranze, e vanno protette". Col doppio peso e la doppia misura, però, come finirà quando le minoranze, tra 15 anni, saranno maggioranza?

    Report

    Rispondi

  • enry

    23 Gennaio 2010 - 13:01

    Caro fiorentino, se tu da buon ateomussulmano vuoi difendere a spada tratta i tuoi amici, liberissimo di farlo ma dovresti farlo proseguendo i tuoi viaggi, nei paesi islamici, non qui dove noi non siamo piu' padroni a casa nostra, visto le vergognose sentenze applicate da diversi giudici sicuramente atei ma sinistrosi. Se a te non va bene che noi cerchiamo di difendere le nostre usanze, religioni e altro, sei liberissimo di tornare coi tuoi amici, ma poi restarci.Grazie

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog