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Busta con proiettile al pm Lombardo

"Tentativo di intimidire e condizionare l'attività della magistratura reggina contro la 'ndrangheta"

Busta con proiettile al pm Lombardo
Un proiettile e una lettera di minacce sono stati inviati a Giuseppe Lombardo, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Lo ha reso noto il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, che ha aggiunto che la busta è stata intercettata in un ufficio postale prima che potesse essere recapitata.
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L'ulteriore riprova del tentativo di intimidire e condizionare l'attività della magistratura reggina impegnata in una difficile azione di contrasto contro la 'ndrangheta

Secondo Pignatone, si tratta di un'ulteriore «riprova del tentativo di intimidire e condizionare l'attività della magistratura reggina impegnata in una difficile azione di contrasto contro la 'ndrangheta». Il procuratore però assicura che si continuerà «a lavorare con serenità e fermezza». Il gesto segue, infatti, l'esplosione di una bomba alla Procura generale e il ritrovamento di un'auto con dentro due ordigni rudimentali il giorno della visita in città del presidente della Repubblica Napolitano. Solidarietà a Lombardo arriva dal Segretario del Pd Pier Luigi Bersani, secondo cui, si assiste ancora una volta a «un vile messaggio d'intimidazione nei confronti di un magistrato che lotta in prima linea per la legalità e contro le mafie in Calabria».

Giuseppe Lombardo, in qualità di pm della Dda reggina, ha aperto un’inchiesta sulle cosche della città e ha disposto il sequestro di beni per milioni di euro, sottratti ai clan Ionetti e Condello. Nei giorni scorsi ha iniziato la requisitoria nel processo «Testamento» contro presunti affiliati alla cosca Libri, che vede coinvolto anche l’ex consigliere comunale, Massimo Labate, di An. In un altro processo alle cosche, «Vertice», grazie alle dichiarazioni su Alfredo Ionetti, tesoriere e consuocero del boss Pasquale Condello, è riuscito a far sequestrare 60-70 milioni di euro alle due famiglie. La decisione sulla confisca deve essere presa in questi giorni dalla Corte d'appello. Per questo negli ambienti giudiziari reggini si è ipotizzato che la bomba esplosa alla Procura generale della città potesse essere un messaggio rivolto a Lombardo.

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