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Il Papa difende i lavoratori

Benedetto XVI su Termini e Portovesme: "Serve responsabilità, bisogna tutelare i posti di lavoro". D'accordo il ministro Sacconi

Il Papa difende i lavoratori
Anche questa volta Benedetto XVI non ha potuto tacere sulla gravità di certi fatti. E così, durante l'Angelus di ieri, ha lanciato un chiaro appello alla Fiat e all'Alcoa perché vengano tutelati i posti di lavoro e le famiglie che in questo momento sono coinvolte.
Ha detto infatti il Santo Padre: "Serve senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti". Il Pap, in maniera inconsueta, ha fatto esplicito riferimento ai due casi che stanno infiammando l'Italia.
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Serve senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti

"Penso ad alcune realtà difficili in Italia, come ad esempio Termini Imerese e Portovesme" e, ancora, "bisogna fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l'occupazione".
La Chiesa in queste settimane ha dato veramente voce ai lavoratori in difficoltà. Si sono pronunciato il cardinal Romeo - che ad esempio su Termini Imerese ha dichiarato come "la Chiesa siciliana è in maniera naturale dalla parte dei lavoratori, non si può smantellare così uno stabilimento" o come Dionigi Tettamanzi, che da Milano ha richiamato gli imprenditori ad avere "maggiore responsabilità. Un dipendente non è solo una componente della vostra impresa, ma una persona".

E poi, ancora, il Patriarca di Venezia, il Cardinal Angelo Scola, che sul Marghera si è così pronunciato: "Non possiamo dimenticare le sofferenze di Marghera e dei nostri operai del Petrolchimico". Anche il cardinal Poletto non aveva taciuto sulla Fiat, dichiarando pochi giorni fa che "per il grande numero di occupati e il ruolo primario dell'auto, ci si attende dal governo un adeguato sostegno".
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Sacconi: le parole del Santo Padre siano accolte dalle istituzioni e dalle imprese


Insomma, parole chiare, un dialogo serrato. Che raccoglie anche il consenso del ministro Sacconi, il quale, al termine dell'Angelus di ieri, ha dichiarato: "Le parole del Santo Padre siano accolte dalle istituzioni e dalle imprese".

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Commenti all'articolo

  • crosta

    02 Febbraio 2010 - 12:12

    Il pontefice difende solamente il suo posto di lavoro mentre il ministro sacconi difende uno dei suoi tanti posti di lavoro. Siamo in tempi di crisi ed una buona occupazione bisogna pur cercare di tenersela, no?

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  • danianto1951

    02 Febbraio 2010 - 11:11

    come sempre predica bene sapendo di razzolare male, infatti di recente al vaticano hanno provveduto a numerosi licenziamenti di personale.

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  • gasparotto

    01 Febbraio 2010 - 17:05

    Il papa è un brav'uomo, ha un carattere mite, predica bene, molto bene. Difatti ha detto una ovvietà sesquipedale: bisogna dare lavoro e dignità a tutti. Lo dicono anche i compagni, il loro motto per le masse era :pane e lavoro, da non confondere con il motto degli imperatori romani:panem et circensem, che è ancora più gradito. A che serve vivere diceva il filosofo, se poi bisogna lavorare? Ciò detto, resta da capire chi deve dare ed a chi. E' meglio dare che ricevere dice l'evangelio. Ecco io trovo che sono sempre più rari coloro che amano dare, mentre si affollano sempre più coloro che chiedono di avere. E poi ricevere è molto facile , dare è difficile. Ergo dare è virtù dei pochi, molti preferiscono invocare gli altri affinchè diano. E' una vecchia storia, ma sempre buona per il popolo.Come quando il vicerè di Sardegna, al popolo che si agitava sotto il suo palazzo e chiedeva pane, disse: il pane per ora non ce l'ho, però vi nomino todos caballeros. Ed il popolo si calmò.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    01 Febbraio 2010 - 13:01

    Il Pontefice non poteva stare da una parte mentre centinaia di migliaia di lavoratori rischiano di non poter portare in famiglia quei soldi necessari a far vivere i proptri figli. Ha fatto bene e dovrebbe continuare ad interessarsi delle famiglie di chi come reddito,ha solo il lavoro. Grazie.......

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