Cerca

Alcoa di Portovesme: rissa tra operai e dirigenti

Interviene la polizia, alcuni finiscono al pronto soccorso

Alcoa di Portovesme: rissa tra operai e dirigenti
Prosegue la protesta dei lavoratori dell'Alcoa di Portovesme. Dopo il blocco della SS 131 Carlo Felice e dell'aeroporto di Cagliari, stamani, gli operai hanno organizzato un sit in di fronte ai cancelli dello stabilimento e hanno impedito l'ingresso dei dirigenti in fabbrica. Risale, così,  la tensione nello stabilimento. Tornati a casa dalla trasferta romana, i 500 lavoratori hanno allontanato tre dirigenti della fabbrica e si è accesa la rissa. Alcuni operai sarebbero rimasti contusi e un auto è stata danneggiata. Sul posto sono intervenuta la volante della Polizia di Stato di Carbonia per ristabilire l’ordine. Intanto ci si prepara allo sciopero generale della Sardegna, proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Mentre il 5 per il corteo a Cagliari i lavoratori Alcoa arriveranno con tre autobus che partiranno la mattina presto dallo stabilimento di Portovesme.

Schifani - Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha auspicato che, in merito alla vicenda Alcoa, ci sia da parte della Commissione Europea "un via libera al provvedimento approvato dal Governo e all'esame del Senato, finalizzato a agevolare in termini economici il mantenimento nel nostro paese di quel presidio industriale a capitale estero". Secondo il presidente del Senato "anche l'Europa non deve arroccarsi su mere regole ragionieristiche che guardano esclusivamente al profitto industriale". La libertà di mercato, a volte, osserva Schifani, "deve misurarsi con la tutela dell'imprescindibile valore sociale del lavoro e della sua salvaguardia".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • r2

    04 Febbraio 2010 - 23:11

    E' vero, esiste una multa dovuta appunto al fatto che l'Alcoa pagava l'energia meno del dovuto e questo derivava da un accordo preso per trattenere la ditta dal fare le valige. Sono parecchi anni che la cosa, gli aiuti, esiste. Questa ditta fa il paio con Termini. Se entrambe non avessero goduto di aiuti probabilmente, molto probabilmente, non avrebbero mai iniziato. Per i posti di lavoro dispiace a prescindere ma per Termini, sulla Sardegna conosco meno, sarebbe sufficente che gli operai andassero alla Regione Siciliana e chiedessero un allineamento degli emolumenti, auto e benefit verso le altre regioni. Magari la Lombardia. Credo verrebbero risparmiati tanti piccioli da pagare tutti. Basta allineare la Sicilia alla Lombardia. Saluti.

    Report

    Rispondi

  • hernando45

    04 Febbraio 2010 - 19:07

    Fermo restando il fatto che l'energia che ci serve la dovremmo produrre noi e non andare a comperarla all'estero. Se ho ben capito (e qualora così non fosse spero che qualcuno mi renda edotto) l'europa (appositamente con e minuscola in quanto di un'europa minuscola si tratterebbe) ci impedisce di vendere ad ALCOA l'energia elettrica allo stesso prezzo che ALCOA la pagherebbe che so io in Francia o Spagna (per es.) se non è protezionismo questo come lo possiamo chiamare? RICATTO? Io sono fra quelli che nell 82 ha votato a favore del nucleare e continuo ad essere dell'idea che a non voler il nucleare per andarlo poi a comperare dagli altri ci porta a questo tipo di risultati. E il "BUON" commissario EUROPEO che abbiamo avuto per 5 anni non è riuscito a far niente contro questo tipo di ricatti? ERA COSÎ BRAVO!!! Ultima cosa,REGIONE SARDEGNA se ci tieni ai tuoi lavoratori, inizia a dare l'esempio con la disponibilità immediata di costruire una centrale. L'autoesiliato politico.

    Report

    Rispondi

blog