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Sangue nell'ampolla di San Gennaro

Gli esperimenti sono stati condotti su un secondo reperto

Sangue nell'ampolla di San Gennaro
Nell’ampolla di San Gennaro c’è sangue. È questo il risultato delle analisi condotte dal dipartimento di Biologia Molecolare dell'Università Federico II di Napoli, guidato dal professor Giuseppe Geraci. Dopo quattro anni di studi è giunto a dimostrare che nell’ampolla c’è «sangue che muta da solido a liquido e viceversa». Gli esperimenti sono stati condotti su «un'ampolla del tutto simile a quella di San Gennaro. Una reliquia proveniente dall'Eremo dei Camaldoli», dal momento che non è possibile analizzare il reperto originale, che potrebbe essere danneggiato.

Oggi Geraci ha spiegato che il sangue umano, in particolari condizioni, sprigiona una sostanza che ha lo stesso effetto del mastice: «il tappo, così come quello dell'ampolla di San Gennaro, era praticamente incollato al vetro. Poi il liquido rossastro si coagulò in una gelatina. Test, con movimento e sostanze naturali, hanno poi riportato il sangue da solido a liquido. Ho ripetuto il test con il mio sangue, ottenendo gli stessi risultati».

Resta ancora da dimostare perché avvengano questi cambiamenti di stato, anche se il professore ritiene che «il vero miracolo di San Gennaro è la fede che è capace di suscitare. L'affetto dei napoletani per il patrono e la sua reliquia».


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