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Dramma della povertà a Rovigo

Tagliano la corrente a una famiglia, ma il bambino ha bisogno dell'ossigeno per vivere

Dramma della povertà a Rovigo
Una famiglia ha vissuto due giorni di panico a Rovigo, dopo che l'Enel aveva bloccato la fornitura di energia elettrica perché non era stata pagata la bolletta. LO riporta il Gazzettino. Il dramma nasce perché la famiglia ha un bimbo piccolo malato, che necessita dell'ossigeno. Ossigeno che non può funzionare senza elettricità. Così, ecco l'accorato appello dei genitori.
"Aiutateci: ci hanno tagliato la luce. Nostro figlio è malato e ha bisogno dell’ossigeno per vivere, rischia di morire". Il figlio minore, che ha 15 mesi, ha la broncodisplasia e deve inalare ossigeno con un apparecchio che va con la corrente elettrica. Ma l’Enel non fa sconti a nessuno: quando le bollette restano in sospeso il servizio viene interrotto.
Alla fine i servizi sociali del Comune ieri mattina hanno dato alla quarantenne i soldi per pagare la bolletta. Entro 48 ore il servizio dovrà essere ripristinato. Debora Russo, insieme al marito, al figlio maggiore quindicenne e al piccolo, aspetta. Nella casa di via Galilei, un alloggio Ater, era già stata interrotta l’utenza del gas, anche questa perché Debora e il marito non erano riusciti a pagarla. Per questo la famigliola ha usato la stufa elettrica e la bolletta Enel è salita: il piccolino ha bisogno di una temperatura costante e confortevole.
"Avevo chiesto all’assistente sociale del Comune di aiutarmi a pagare la bolletta – spiega Debora - ma mi ha fatto presente che abbiamo un reddito alto. Infatti è quello dello scorso anno quando mio marito lavorava regolarmente a tempo pieno". È a questo punto che la donna disperata chiama i carabinieri. Ma pagata una bolletta, il problema resta. La quarantenne ha presentato domanda di invalidità per il piccolino. Ma senza  risposta. "All’ospedale il primario ci ha detto che dovremmo avere un fondo mensile di 250 euro. E il Movimento per la vita ci dà una mano coi pannolini e i generi di prima necessità". Una storia come tante, potrebbe dire qualcuno, ma che riflette con estrema lucidità la condizione di tanti italiani.



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Commenti all'articolo

  • z.signorini

    10 Febbraio 2010 - 16:04

    Il controsenso sociale italiano. Andiamo a far i bravi gli intelligenti,ecc. ecc. in giro per il mondo, e non ci accorgiamo che abbiamo nostri connazionali che hanno bisogno. Le classiche associazione umanitarie, per dire, aiutano più gli stranieri che i propri connazionali. Se una famiglia italiana si trova in difficoltà è perchè è cretina, se è stranire è giustificata, questa è l'opinione degli italiani. Ragazzi dobbiamo cambiare, siamo un popolo che stiando andando alla demenzialità totale.

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