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Scandalo in procura

A Milano sentenza pronta prima del processo. La scoperta dell'avvocato della difesa

Scandalo in procura
Una sentenza scritta prima ancora di essere dibattuta. E un avvocato della difesa che scopre l'inghippo. È quanto è successo a Milano questa mattina: mentre aspettava che il collegio giudicante rientrasse in aula, un avvocato del tribunale di Milano ha trovato, per sbaglio, tra i fascicoli del presidente, una sentenza. Si trattava di una condanna ad 8 mesi proprio per il suo assistito. Dettaglio non trascurabile: il processo doveva ancora iniziare. L'episodio è stato segnalato all'ordine degli avvocati mentre il sostituto procuratore generale ha chiesto la sospensione del giudice.
Francesco Basile, l'assistito dell'avvocato Paolo Cerruti, doveva essere giudicato per un borseggio avvenuto a Monza nel 2009, ma il giudice si era già portato avanti ed aveva preparato la sentenza. Mancava solo l'intestazione del Tribunale.
I fogli, ritrovati da Cerruti, sono stati fotografati e consegnati all'ordine degli avvocati, mentre il sostituto procuratore generale, Isabella Pugliese, appena la corte è rientrata in aula, ha chiesto che il presidente fosse sostituito. Il giudice a quel punto si è astenuto dal processo.

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  • fonty

    fonty

    11 Febbraio 2010 - 16:04

    L'ordalìa era in voga presso i popoli nordici,più vicino a noi e più cristianamente si chiamava giudizio di Dio.Quando non c'erano prove di reato e il presunto reo si dimostrava recalcitrante a confessare,si invocava la giustizia divina che interveniva (a detta dei giudici)con opportune azioni di coercizione fisica in modo che anche il più riottoso capitolava(ricordate il famoso slogan dipietresco:confessa o ti rinchiudiamo e buttiamo le chiavi).E chiaramente,la sentenza veniva scritta in anticipo.

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  • geog

    11 Febbraio 2010 - 15:03

    propongo di indire un referendum sull'eliminazione della scritta che troneggia in ogni aula di tribunale . "la legge è uguale per tutti" può darsi che questo sia vero nelle altre nazioni, ma non di certo in Italia, dove i signori (eufemisticamente parlando) giudici, fanno ciò che vogliono, come vogliono e quando vogliono. senza rendere conto dielle loro azioni, siano esse pubbliche o private, a nessuno.

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  • danianto1951

    11 Febbraio 2010 - 11:11

    per le sentenze scritte prima del processo, vedi quelle contro Berlusconi che emeriti terroristi togati vorrebbero emettere o quella che il clown togato famoso per il colore dei calzini ha emesso per conto di CDB la cui associazione a delinquere gliela ha fornita di tutto punto, mancava, forse, solo la firma.

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  • satiral

    11 Febbraio 2010 - 10:10

    Sono a conoscenza di una sentenza con la quale un giudice ha condannato una persona sulla base di una bolla di consegna priva della firma del destinatario ( c'era soltanto quella del vettore). Forse quel giudice ignora che la merce si può anche non ritirare. satiral

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