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L'ospedale non è un carcere

Veronesi critica il "vergognoso" rigore dell'orario di visita

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L'ospedale non è un carcere
«L’ospedale non è un carcere». Da questa considerazione nasce  la protesta di Umberto Veronesi contro l’eccessivo e « vergognoso» rigore dell'orario di visita dei familiari ai malati. Per l’oncologo, che da anni lotta per l'umanizzazione delle corsie, «i parenti devono poter stare accanto ai malati senza limiti di tempo», ma soprattutto «chi è ricoverato, in qualsiasi momento della giornata deve poter contare sulla presenza dei propri cari». Veronesi sottolinea che, mentr e sono cresciuti i diritti dell’uomo, «quelli del paziente lo hanno fatto pochissimo». È un paradosso dal momento che la persona ricoverata in ospedale, a causa della malattia, vive già in una condizione di grande disagio.

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Commenti all'articolo

  • antonellagh

    13 Febbraio 2010 - 16:04

    Il prof. Veronesi ha assolutamente ragione secondo me. Eliminare gli orari di visita sarebbe anche un ottimo modo per evitare gli ingorghi di gente che si formano nei corridoi e nelle stanze al momento delle visite e che davvero possono provocare senso di disagio e confusione. Ma siete mai stati ricoverati? Io sì, quando ho partorito mia figlia, e non ero propriamente una "malata"... Si viene davvero sottoposti ad un regime simil-carcerario con tanto di GRANDE esercizio di pazienza per tollerare gli ordini imperativi, sgarbati, arroganti, quando non francamente strafottenti del personale di ogni ordine e grado sotto gli occhi indifferenti di chi dovrebbe preoccuparsene. Che vergogna! Spero di cuore che la mia esperienza sia più unica che rara.....

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  • roaldr

    12 Febbraio 2010 - 16:04

    Bologna:anni fa, per mia sventura, ho avuto la figlia ricoverata in pediatria, era grave, e ci stavo quasi sempre io, con lei. Le volte che mia moglie veniva a darmi il cambio, doveva chiamare dalla portineria la caposala, che mi avvertiva di scendere, poi lei poteva salire.Questo per condivisibili motivi di igiene e decoro di un reparto dove c'erano piccoli pazienti in gravi condizioni...Peccato , però, che, nella stanza accanto, ci fosse tutto un via vai di nomadi, parenti e amici di un piccolo ricoverato, che scorazzavano con arroganza, completamente sordi e strafottenti ad ogni richiamo della severissima (con me) caposala!

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  • lulumicianera

    12 Febbraio 2010 - 15:03

    appunto perchè ospedali,non sale di conversazione o luoghi di ritrovo, ritengo giusto che ci siano delle regole che consentano ai medici di svolgere il loro lavoro ed ai pazienti di riposare Se poi ci sono dei casi particolari sono gli stessi medici di reparto che concedono permessi in deroga agli orari di visita E' una polemica infondata ed inutile,tanto per far parlare di se

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