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Par condicio, la Rai censura Bachelet

Il figlio, intervistato in una puntata di "A sua immagine", è un esponente del Pd

Par condicio, la Rai censura Bachelet
La Rai ha cancellato, in virtù della par condicio in vista delle Regionali, la puntata della trasmissione religiosa "A sua immagine" dedicata a Vittorio Bachelet nel trentesimo della morte.
A destare sorpresa, è la motivazione. Semplice: il figlio Giovanni, che nella puntata registrata ha parlato esclusivamente del padre, è un deputato del Pd. "Sono stupito e il conduttore del programma che mi ha comunicato la cancellazione lo era più di me - racconta Giovanni Bachelet -. Si trattava di una trasmissione di ricordo di mio padre, in occasione dei trent'anni, che cadevano ieri, 12 febbraio, della morte della sua morte. Non si è naturalmente parlato di politica e del mio partito, e io non sono candidato". Nella trasmissione dedicata al vicepresidente del Csm, ucciso dalle Br il 12 febbraio 1980 nell'atrio della facoltà di Scienze politiche della Sapienza, dove insegnava, mentre conversava con Rosy Bindi, il figlio Giovanni avrebbe parlato di ricordi personali del padre e della piccola Bibbia che i genitori gli regalarono quando era bambino.

Burocrazia- "Lo zelo della burocrazia genera mostri. Oggi il servizio pubblico cancella incredibilmente il ricordo di Vittorio Bachelet a 30 anni dal suo assassinio per una cieca applicazione dei regolamenti".  Queste le parole del presidente della Fnsi, Roberto Natale, commentando la decisione della Rai. "C'è da sperare che in un soprassalto di ragionevolezza - aggiunge Natale - la Rai ricordi quale è  la sua funzione".

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  • rugantino

    15 Febbraio 2010 - 09:09

    %% Queste le parole del presidente della Fnsi, Roberto Natale, commentando la decisione della Rai. "C'è da sperare che in un soprassalto di ragionevolezza - aggiunge Natale - la Rai ricordi quale è  la sua funzione". ???? Il dott. Natale ce lo dovrebbe spiegare anche a noi - sudditi italioti e pagatori del balzello rai - quali siano i doveri della rai, oltre quello di fare sfacciatamente politica governativa - tutti insieme appasionatamente - quando regna il csx; oltre al prestito nella politica di decine di giornalisti rai tutti targati csx!!; oltre ad avere da mezzo secolo una rete - tale telekabul - palesemente demokratica ed osservante delle regole del fnsi - sindakato uniko e demokratiko - che contraddistingue il giornalettismo italiko!!

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  • dubhe2003

    14 Febbraio 2010 - 17:05

    Ma,pensate che la gente sia analfabeta come secoli fa,quando il tiranno ed i suoi accoliti potevano dire tutto ed il suo contrario,perchè al di sopra delle leggi da loro emanate?Chi ha avuto l'insana idea di promuovere tale "Par condicio"?Che,ora perchè non siete al comando,non vi garba più?Cambiate stratergia almeno,venite fuori dai secoli bui,perchè la gente se non drogata di dottrina,si ricorda e poi vi sbeffa.

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  • ghorio

    13 Febbraio 2010 - 19:07

    Soin d'accordo sull'abolizione dei dibattiti televisivi alla moda durante la campagna elettorale e propendo per le tribune politiche vecchia maniera con i giornalisti estratti a sorte per le domande, ma sul ricordo di Bachelet, l'interpretazione Rai è fasulla, anche se il figlio è un onorevole Pd. L''Italia è la nazione della cosiddetta"interpretazione autentica"delle leggi: in questo caso è una questione da chiarire. Quanto alla decisione della commissione di Vigilanza sulla Rai, non ho capito lo "svenimento" di"Libero" e della carta stampata in genere. I dibattiti politici e il confronto delle idee esistevano prima dell'arrivo della tv: ci sono i comizi, ci son le interviste ai giornali , ci sono i documenti elettorali dei partiti. La gente per votare non aspetta le trasmissioni dei vari Vespa, Santoro, Floris, Paragone, Lerner, Vinci e compagnia cantando. Giovanni Attinà

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  • JERRYCBR600

    13 Febbraio 2010 - 17:05

    Adesso vi stracciate le vesti? Dovevate farlo quando il Santa Maria Goretti della politica italiana Oscar Luigi ScalfaVo ha firmato questa becera, orribile e schifosa legge liberticida. Adesso è troppo tardi. Promuovete un referendum o altra diavoleria utile alla sua abolizione. Non ne possiamo più di certe ipocrisie. Lunga vita a Cavaliere l'unico vero liberale di questo paese fatto di conigli e pecoroni . VIVA LA LIBERTA'!!!!!!!!

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