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Si apre il processo Reggiani

Mailat: non l'ho uccisa io

Si apre il processo Reggiani
Roma - Si è aperto oggi il processo per l’omicidio di Giovanna Reggiani, la donna ucciso il 30 ottobre 2007 all’uscita dalla metropolitana nella periferia di Roma e il cui corpo fu abbandonato in un fossato nella campagna circostante. Ad essere accusato dell’assassinio un romeno, Romolus Nicolae Mailat, che oggi è comparso in aula. Pantaloni scuri e maglione nero a disegni, Mailat ha detto di essere rassegnato, ma di confidare nella giustizia divina: “Sono rassegnato all’idea di prendermi trent’anni di carcere, ma spero nella giustizia divina”. Per quanto mostrasse un’apparente tranquillità, l’imputato ha aggiunto: “Non sono tranquillo, non ho ucciso Giovanna Reggiani e sono amareggiato perché non posso ricevere visite e la corrispondenza dei famigliari”.
Lui continua a proclamarsi innocente, dice di essere soltanto uno che ruba le borsette, non un omicida, ma il pm Maria Bice Barbolini ribatte: “Ci sono prove sufficienti contro Mailat. Il difensore sostiene di averne altre a discarico, io porto avanti la mia tesi”. Il difensore di Mailat, Pietro Piccinini, dal canto suo ha ribadito l'inattendibilità dei testimoni, non solo le versioni di Emilia Neamtu e di Dorin Obedeanu, ma anche quella di un altro romeno il quale, sentito tramite rogatoria internazionale, ha dichiarato che Mailat aveva un complice. Per Piccinini “ciascuna versione esclude l'altra”.
Mentre il marito della vittima, l’ammiraglio Giovanni Gumiero, chiede che il fatto non diventi un mezzo di strumentalizzazione contro i rom, la stampa rumena avanza l’ipotesi che le misure prese contro di loro dal governo italiano dipendano anche da questa pagina di cronaca nera.
Del processo ha parlato anche il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, che nel corso del suo intervento ha fatto riferimento anche al processo per la morte di Gabriele Sandri: “Ci aspettiamo condanne esemplari”, ha dichiarato per poi aggiungere: “Purtroppo quando avvengono fatti di questo genere e poi non ci sono le conseguenze giudiziarie che ci si può attendere, alla prima ferita, quella dell'omicidio, se ne aggiunge una seconda, che è quella della sensazione di non trovare giustizia nelle nostre istituzioni”.

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    26 Settembre 2008 - 12:12

    Mi nun so, mi son foresto.Giovanna Reggiani mai cuverta, nun so chi sia. L'ho trovà per tera che l'era già morta, l'era. Pietosamente l'ho presa e l'ho butatta giù per la scarpata per misericordia, mi faceva molta pen, lasciarla là, in mezzo a la via. Ostreghetta!!! E così Mailat, consigliato da un avvocaticchio che lo vuole difendere per farsi un nome, nega di avere mai incontrata quella povera disgraziata,rapinata, violentata , sgozzata e gettata via , come un sacco di spazzatura di scantinato.Gli antichi romani la sapevano lunga, nella guerra contro i Daci(Romeni) crudeli e sanguinari, ci andavano con le migliori legioni facendoli a pezzi ed inseguendoli sino a sterminarli al completo. Così andavano le cose una volta. Ora vanno diversamente ed è forse un bene, ma diversamente come vanno da noi è un male. Accogliete i frateliiii. E loro sono venuti , sensibili al richiamo fraterno di SMC e ci ripagano scannandoci e rapinandoci, assaltando ville e seviziando i frateliiiiii e soprattutto le soreleeee! Eppure se noi obiettiamo qualcosa siamo tacciati di fascismo, razzismo e tutte le boiate pazzesche e paranoiche del vocabolario ammuffito progressista di maniera. Esiziale, molto esiziale. Ci rivorrebbe un Traiano. O il puzzone?(Aridatece er puzzone!)

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