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Animalisti contro "Porta a Porta"

Nella puntata di ieri "la guerra della caccia alla natura"

Animalisti contro "Porta a Porta"
Gli animalisti insorgono contro “Porta a Porta”. A scatenare le proteste sono gli «orrori delle doppiette tra richiami vivi, bracconaggio e tentativi di depenalizzare i reati venatori», in scena nella puntata di ieri.

Gli orrori della caccia - Ente nazionale protezione animali (Enpa), Lega antivivisezione (Lav), Animalisti Italiani, Oipa, Una, Lida, Associazione Vittime della caccia scrivono in un comunicato congiunto: «Altro che cacciatori in doppiopetto! Nonostante gli sforzi dei rappresentanti venatori, ieri a “Porta a Porta” è stata mostrata, anche se solo in parte, la guerra della caccia alla natura con tanto di fucili in studio». Le sette associazioni chiedono quindi alla Rai «di occuparsi anche degli altri orrori dell’“uccidere per divertimento”, a cominciare dai richiami vivi, uccelli catturati e rinchiusi in minuscole gabbiette, di cui esiste un fiorente mercato nero, impossibilitati a muoversi, e che la lobby venatoria estremista vuole addirittura liberalizzare». Spiegano gli animalisti che «nessuno crede più alla presa in giro con cui si dice che la caccia dovrebbe servire a ristabilire l'equilibrio di alcune popolazioni di animali selvatici, ad esempio gli ungulati, quando sono proprio i cacciatori che reimmettono continuamente questi animali». Inoltre «bisogna precisare che gli animali impallinati curati dai centri recupero fauna, come quelli mostrati da “Porta a Porta”, sono solo una piccola parte, perché molto spesso, per paura di incorrere in sanzioni, il cacciatore/bracconiere li lascia a terra, privandoli delle cure e destinandoli ad una lenta, agonia».

Appello al Parlamento - In conclusione viene ribadito l’appello al Parlamento affinché ripristini l'arco temporale massimo di caccia dal 1° settembre al 31 gennaio, « cancellato con un blitz al Senato» nella discussione della Legge Comunitaria 2009.

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Commenti all'articolo

  • Lillognogna

    22 Aprile 2011 - 11:11

    Non ho visto la puntata, e quindi non posso dire nulla. Ma se non sbaglio la ministra Brambilla aveva detto che avrebbe fatto qualcosa contro la caccia. Dove è sparita?

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  • geog

    17 Febbraio 2010 - 09:09

    e hanno anche il coraggio dichiamarla "sport". se è sport uccidere degli esseri viventi.....anni, decenni, fa non era stato indetto un referendum contro la caccia? e non era stato vinto da chi è contro la caccia? ma, come al solito, la volontà del popolo non vale niente. come nelle aule dei tribunali dove il giudice leggendo la sentenza dice, ipocritamente "in nome del popolo italiano" , invece di dire "in nome mio e della magistratura italiana". comunque quando verrà, finalmewnte, aperta la caccia ai cacciatori, voglio la tessera n° 1

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  • gigio25

    16 Febbraio 2010 - 23:11

    A fronte di una diminuzione dei cacciatori c'è stato un decremento delle specie animali!! Perchè non mi spiegano questo?? perchè nessuno parla dell'agricoltura intensiva e monotematica che distrugge gli habitat impedendo alle specie di nidificare e di riprodursi? E' forse scorretto politicamente?? Perchè nessuno dice che l'uso dell'automobile giornalmente e almeno finchè la marmitta catalitica non va in temperatura, rilascia nell'ambiente ciò che un cacciatore non rilascia in un anno?? Perchè i bravi animalisti non si trovano MAI davanti ai macelli dove gli islamici sgozzano gli animali facendoli morire di sofferenze e in modo terribilmente lento? Un agnello muore meno di un capriolo? O di un delfino? O di un gatto?? Eppure sull'amico islamico il silenzio è totale!! Smettete con la demagogia!!

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  • dubhe2003

    16 Febbraio 2010 - 21:09

    Non mi è mai piaciuta la caccia;tuttavia,i cosiddetti ambientalisti,animalisti,insinuati in politica,sono di una ignoranza scientifica che non hanno pari.D'altra parte,dalla desinenza si capisce subito per definizione,quanto estremisti siano. Pur nella biodiversità necessaria,indispensabile è mantenere un certo equilibrio della catena alimentare.

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