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Morto il cavalier Lavazza

Presidente onorario dell'omonima società produttrice di caffè

Morto il cavalier Lavazza
Si è spento a Torino il cavaliere del lavoro Emilio Lavazza, presidente onorario dell'omonima società produttrice di caffè. Era l'esponente della terza generazione della famiglia. È stato, si fa notare negli ambienti industriali torinesi, uno straordinario capitano d'industria che ha dato all'azienda cinquant'anni di conduzione esemplare.

Nel 1955 entrò nell’azienda familiare, la Lavazza spa, fondata nel 1895 dal nonno Luigi. Nel 1971, alla morte del padre Giuseppe, venne nominato amministratore delegato. Nel 1979, scomparso anche lo zio, divenne presidente, incarico mantenuto fino al 2008, quando fu nominato presidente onorario. Nel 1993 è stato insignito della laurea honoris causa in economia e commercio dell’Università di Torino. È stato membro della giunta dell’Unione industriale di Torino e presidente dell’Associazione italiana industrie prodotti alimentari. Sotto la sua guida la Lavazza è diventata la più grande azienda monoprodotto italiana, tra le maggiori del settore alimentare e leader nel panorama italiano del caffè con una quota nazionale pari al 48% del mercato. Con la volontà di internazionalizzare l’azienda, attraversando culture, lingue e realtà diverse, ha iniziato la diffusione del «caffè all’italiana». La Lavazza conta più di 3 mila addetti ed è presente in oltre 80 Paesi con una fitta rete di distributori e nove consociate dirette in Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Austria, Spagna, Portogallo, Brasile e India.

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